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Fare la nanna

Quando eravamo piccole ci racconta la mamma che non sempre mantenevamo un sonno prolungato, anzi, io mi svegliavo ogni ora piangendo e la Prisci voleva sempre stare attaccata come una cozza alla tetta!

Fino a 4 anni ha succhiato il latte e notte e di giorno la mamma era a sua disposizione tipo la mucca con il vitello o la pecora con l’agnello… ma questa è Un altra storia!

La mamma è il papà era abbastanza stanchi per le nostre notti in bianco, ma volete sapere una cosa dicono che la nostra infanzia è stata l’esperienza più bella della loro vita e siccome passa così in fretta sono stati felicissimi di averla potuta godere a pieno con ricordi di notti in bianco, pappine e filastrocche!

La mamma si è ricordata di aver letto da qualche parte che i bambini non riescono da soli a dormire perché hanno paura del sonno!

Mi domando “paura del sonno?”

E si! Proprio così! Paura del sonno!

Non comprendendo che poi si risveglieranno e troveranno di nuovo lì la loro mamma ad aspettarli, combattono per non lasciarla addormentandosi poi con la paura si risvegliano e questo provoca una spirale infinita di addormentamenti e risvegli. Venire al mondo e’ faticoso erano polvere di stelle fino a poco tempo prima!

La mamma dice che se coccolati e rassicurati riescono ad andare a sognare più felicemente e che se si sentono sicuri e capiscono che saremo di nuovo tutti lì ad aspettarli prima o poi si addormenteranno felici. Ma ci vuole tempo costanza pazienza e nervi saldi… è una lotta all’ultimo occhio aperto chi l’ha dura la vince!

La mamma dice che qualche canzoncina è un lunghissimo abbraccio li aiuta a raggiungere la fatina del sonno, così dalle braccia coccolose della mamma si ritroveranno direttamente sulla nuvoletta a giocare con le pecorelle.

La mamma dice che a lei è stato molto utile avere il nostro papà vicino che, anche se non si è mai alzato, con il suo russare l’ha tenuta sveglia!

Noi piano piano abbiamo imparato che per dormire basta il bacio della buona notte, una lunghissima sessione di carezze al buio e il suono del nostro fedele carillon che ci accompagna fin da quando eravamo nella pancia della mamma a ricordarci che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni!

Ti vogliamo salutare con i consigli della pedagogista Grazia Honegger Fresco che propone, un metodo dolce di avvicinamento al sonno, basandosi sui ritmi naturali del bambino, sulla sua esigenza di essere consolato, ma anche sull’importanza di dargli dei giusti limiti. Ma soprattutto, secondo la pedagogista, bisogna fargli passare delle belle giornate, “perché una giornata buona predispone a un buon sonno”. 

Ecco 10 consigli della pedagogista:

1 Seguite il ritmo del neonato e abituatelo poco per volta al giusto ritmo sonno/veglia 

Il  ritmo sonno/veglia di un neonato dipende dall’ora in cui nasce. Infatti, se un bambino nasce alla mattina, tenderà a dormire per gran parte della giornata, con piccoli risvegli per succhiare il latte materno.Se invece nasce di notte, il primo riposo durerà fino a mattina e così per i giorni a seguire. 
Nella prima eventualità, quindi, il bimbo avrà bisogno di un tempo più lungo per riuscire a dormire di notte. Per abituarlo al ritmo notte/giorno la mamma  deve fare giorno per giorno piccoli spostamenti  di orario. L’importante è non fare modifiche troppo improvvise che disturbano il piccolo e alla fine sono controproducenti.

2 Fate attenzione che di giorno non sia iperstimolato

Il concetto fondamentale di Grazia Honegger Fresco è che la “la notte riflette molto il giorno”. Un neonato, per essere sereno, ha bisogno di passare del tempo con se stesso, a sperimentarsi e a conoscersi, attraverso giochini ripetitivi come aprire e chiudere la manina. Capita invece di bambini sballottati tutto il giorno, portati da un ambiente all’altro: nido, nonni, casa;  confusi da stimoli eccessivi: troppe parole, continue proposte di gioco da parte di adulti sempre presenti… Questi stimoli in eccesso finiscono per rendere il piccolo agitato e addirittura stressato, tanto che alla sera farà fatica ad addormentarsi.

 3 Create un rituale della nanna sempre uguale

Il bambino è abitudinario e conservatore. Quindi è fondamentale, fin dalla nascita, creare un rituale breve ma rassicurante che accompagni la messa a nanna.
Ad esempio il rituale può iniziare tra le 18 e le 20 con un bagnetto che deve essere piuttosto caldo (38 °C) e prolungato: 15, 20 minuti. Poi indossa il pigiamino, segue una cena leggera. Dopo mangiato niente giochi vivaci e in cameretta i genitori gli possono cantare una canzoncina (a voce bassa) o leggergli un libretto.Una volta spenta la luce, gli si può rimanere accanto in silenzio, con una mano sul corpo e facendogli qualche lieve carezza sulla schiena o sul capo. Devono essere gesti lievi e di breve durata.Si risveglia di notte? Non prendetelo subito in braccio, non accendete la luce né portatelo in soggiorno. Ma ripetete nell’oscurità naturale della casa gli stessi gesti, parlate poco e a bassa voce. Mantenendo abitudini calme, rassicuranti e ferme, il bambino si adeguerà senza soffrire.“La risposta pacata e tranquilla della madre è il miglior balsamo lenitivo e rafforzante. Le neomamme non devono farsi prendere dall’ansia, ma cercare una tranquilla serenità. La ripetitività è il mezzo migliore per dare al piccolo quel quieto conforto che previene ogni timore di abbandono”. Se il rituale necessita dei cambiamenti, è sempre meglio proporli a piccole dosi.

4 Fatelo dormire vicino a voi almeno fino all’anno di età

Si può tenere la culla vicino al letto dalla parte della mamma.Il bambino potrà essere messo in un’altra stanza solo a partire da un anno di età. Tale raccomandazione è stata formulata dall’Accademia Americana di Pediatria per la prevenzione della morte in culla, SIDS. Infatti, alcune ricerche hanno dimostrato che il bambino che dorme con la mamma ha un sonno più superficiale rispetto a quando dorme da solo. E il sonno leggero rende il lattante più pronto a reagire a eventuali problemi, come rigurgito, coperta sulla faccia, ostruzione nasale… Quindi un sonno troppo profondo non sempre è il sonno migliore per il bebè. 

5 Se vi chiama di notte, andate da lui

I risvegli notturni di un bambino devono essere considerati un fatto assolutamente normale, che può durare fino ai cinque anni. In particolare tra l’8° mese e i tre anni il piccolo sviluppa la cosiddetta ansia da separazione. L’istinto naturale del piccolo cerca la vicinanza della madre, anche di notte. Quindi in questo periodo la risposta “sensibile” della madre al pianto del bambino, contribuisce a creare in lui la fiducia verso la mamma. E questo è alla base dello sviluppo del senso di sicurezza interiore e di un attaccamento sicuro. Alcune ricerche hanno dimostrato che i bambini che smettono di chiamare perché i genitori non accorrono (come previsto ad esempio dal metodo Estivill) in realtà non instaurano una buona regolamentazione del sonno, ma “sviluppano una rassegnazione intrisa di sofferenza che costituisce una deviazione dal percorso. Quasi tutti i bambini riprendono a dormire tranquillamente entro il terzo o quinto anno di età

6 Di giorno non tenetelo costretto sulla sdraietta, deve essere libero di muoversi

Come abbiamo già visto, la tranquillità della notte dipende moltissimo da come il bambino trascorre le ore di veglia. Per esempio un bambino che passa tutto il giorno bloccato su una sdraietta o in un seggiolone o in un ovetto, non ha la possibilità di sviluppare le sue esperienze motorie. Un piccolo durante il giorno deve essere lasciato su un piano d’appoggio piuttosto ampio  in modo che possa imparare a spostarsi da solo su un fianco o a strisciare… Mentre gli oggetti costrittivi bloccano il suo sviluppo. Sono mezzi comodi per l’adulto ma non rispondenti alla naturale evoluzione motoria del bambino. Un bambino costretto durante il giorno da questi mezzi impropri diventa stressato e facilmente il suo malessere si traduce in un dormire inquieto.

 7 Lasciatelo giocare da solo

Maria Montessori diceva: ”Le cure sono il compito dell’adulto; il gioco è il lavoro dei bambini”. Questo significa che l’adulto non deve intromettersi nei giochi dei piccoli, perché li impoverisce, sostituendosi a lui con meccanismi mentali diversi che rendono il bambino passivo.
“Se l’adulto agisce di continuo da protagonista nelle situazioni di gioco, il bambino non vive al proprio livello l’esperienza della libera scelta delle proprie azioni, del creare a suo modo. E questo ricade negativamente sulle necessità fisiologiche quotidiane, come sulle sue abilità mentali”. Il gioco, l’esplorazione, il mettersi alla prova, sono tutte attività che contribuiscono a rendere un bambino indipendente e un bambino indipendente riuscirà a gestire bene i suoi ritmi di sonno e veglia. Infatti, se di giorno passa del tempo giocando per conto suo gli sarà più facile di notte stare un po’ da solo nel silenzio.

 8 Non dategli il ciuccio appena piange

Il pianto di un bambino piccolo è acuto ed è predisposto dalla natura per far intervenire i genitori. Però non bisogna mettersi in agitazione o accorrere con un ciuccio per calmarlo. Basta fargli sentire che la mamma e il papà ci sono. Accarezzatelo, tranquillizzatelo con un abbraccio. Non cedete alla voglia di bloccare subito il pianto. Bisogna imparare a tollerare i suoi vagiti e capire di cosa ha davvero bisogno.
Offrire subito il ciuccio, anche in prevenzione del pianto, significa dare una risposta univoca a un malessere che un adulto non è in grado di interpretare.”Con il ciuccio sempre pronto, succhiare diventa l’autoconsolazione predominante e questo fissa il piccolo su un piacere orale molto limitato e ripetitivo che va avanti negli anni con anche effetti negativi sul linguaggio” spiega la pedagogista.
Il ciuccio semplifica la vita ai genitori, ma non è un vantaggio per i piccoli.
Un’altra pratica sbagliata è insegnargli a succhiarsi il dito. Se i un bambino non lo fa spontaneamente non bisogna anticipare un comportamento che non è necessario per forza. 

 9 Per farvi ascoltare siate gentili ma risolutivi

Il bambino ha bisogno di un binario sicuro sul quale procedere. Se un genitore dice sempre sì a ogni richiesta il piccolo si sentirà più potente del genitore e questo sentimento spaventa e fa arrabbiare. Un’altra cosa che rende il bimbo fragile è porlo davanti a scelte continue. Chiedere a un bambino: “ti va di andare a nanna?” significa dare un’immagine di genitore insicuro che rende il bambino a sua volta insicuro. Compito del genitore è decidere per il bene del piccolo. Ma molti hanno paura delle rezioni oppositive o di incorrere in capricci. Come fare per far sì di essere ascoltati? La soluzione: è parlare al piccolo in modo gentile ma risolutivo. Avere modi garbati ma fermi, senza scelte alternative, dà pace al bambino. Se al momento di andare a dormire, si dice tranquillamente “Ora è il momento della nanna” , il bambino percepisce che si tratta della ineluttabilità delle cose che vanno fatte quotidianamente e questo trasmette tranquillità.

 10 Se si sveglia per un brutto sogno alla mattina raccontate che anche voi avete avuto un incubo

Se il piccolo chiama per un brutto sogno è meglio non accendere la luce, ma semplicemente stargli vicino, in silenzio, accarezzandolo e facendogli sentire le vostre mani sul suo corpo…
Al mattino potete raccontare voi di aver fatto un brutto sogno che vi ha spaventato. Il bambino si deve ritrovare indirettamente in questo racconto, senza che nessuno alluda a ciò che ha vissuto. In questo modo il piccolo sente che quello che ha provato succede anche agli altri, perfino ai suoi genitori. 

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Cenetta di Halloween, zucche, fantasmi e ragnetti

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Ci stiamo preparando per la festa di Halloween????

Volevamo presentarvi il nostro menu’ magari qualcuno vuole prenderne spunto!!!

Buon appetito !!!!

ANTIPASTI

• Il nostro primo antipasto sono i wurstel mummia: tanto scenografici, quanto semplici da realizzare! Per 4 persone, procuratevi 4 wurstel, un rotolo di pasta sfoglia rettangolare e del tuorlo d’uovo per spennellare. Tagliate la pasta in striscioline sottilissime e usatele per avvolgervi le salsicce. Spennellate con del tuorlo d’uovo e infornate a 180°C per una decina di minuti.

• La seconda idea è un piatto freddo: gli occhi di caprese.

• Per la terza idea, invece, seguendo la nostra ricetta, realizzate delle mini torte salate alla zucca alle quali dovrete apportare alcune piccole modifiche. Preparate il ripieno e la sfoglie, poi componete così i pirottini monoporzione: un dischetto di sfoglia, il ripieno, e un altro disco di sfoglia. Con delle stricioline di pasta, realizzate anche le zampine del ragno (come in foto), spennellate con il tuorlo dell’uovo e infornate per 15 minuti a 180°C. Se notate che in cottura rischiano di bruciare, copritele con della carta di alluminio.

• La quarta e ultima delle ricette salate per Halloween che vi proponiamo per l’antipasto sono le classiche uova ripiene. A questa ricetta tradizionale delle grandi occasioni dovrete aggiungete delle olive nere, che taglierete in modo sapiente affinché assomiglino a dei ragnetti (come in foto!).

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PRIMO PIATTO 

Le zucche di riso sono bellissime: simpatiche – ma anche buone – e piaceranno a grandi e piccini. In più, è un primo piatto sano: non è altro se non un risotto alla zucca! Gli ingredienti necessari sono:

400 g di riso per risotti                                                                                                                         1 cucchiaio di scalogno tritato                                                                                                          250 g di zucca Parmigiano Reggiano grattugiato                                                                            15 g di burro                                                                                                                                      brodo vegetale q.b.                                                                                                                             olio extravergine di oliva q.b.                                                                                                          sale q.b.                                                                                                                                                olive nere snocciolate q.b.                                                                                                                per decorare                                                                                                                                          1 costa di sedano

Iniziate a far bollire la zucca a cubetti in acqua salata per 20 minuti e poi scolatela e frullatela. Intanto, fate rosolare lo scalogno in padella con un filo d’olio di oliva, aggiungete il riso e la polpa di zucca e fate cuocere per 25 minuti aggiungendo il brodo caldo. Mantecate con il burro e il Parmigiano e aggiustate di sale prima di lasciar intiepidire. Deve venire un po’ colloso. Con le mani, poi, realizzate delle palline: schiacciatele leggermente, fate le scanalature con un bastoncino e decorate con sedano e olive nere.

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SECONDI PIATTI

• Per le polpette mostruose, la ricetta base è quella delle polpette di carne. Per quattro persone, procuratevi: 150 g di macinato di manzo 150 g di macinato di suino 4 fette di mortadella 1 fetta di pane in cassetta 1 uovo 1/2 cipolla bianca 80 g formaggio grattugiato sale e pepe q.b. prezzemolo q.b. farina q.b. latte q.b.

In una terrina, ponete la cane macinata, l’uovo, la cipolla tritata, una fetta di pane ammollata nel latte (e strizzata), il formaggio grattugiato, mortadella tritata, il prezzemolo e sale e pepe. Realizzate con le mani delle palline di media dimensione e fatele cuocere in forno a 180°C per 30/40 minuti. Una volta cotte, potremmo trasformarle in piccoli mostriciattoli (come in foto):

• Per dei ragnetti, realizzate gambine e occhietti infilzando la polpetta con delle verdure crude come cetrioli o peperoni. Per gli occhietti usate dei semi di girasole oppure delle palline di pane.

• Per dare l’impressione che siano degli occhi, cospargete le polpette di sugo e poi create la pupilla con un mezzo uovo di quaglia sodo e una rondella di oliva nera.

• Infine, per dei topolini, date all’impasto la forma di una goccia (prima della cottura) e poi completate con due pezzetti di rondella di carota per le orecchie e uno stuzzicadenti per la coda.

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DOLCI

Per quanto riguarda i dolcetti di Halloween, invece, potete sbizzarrirvi: noi vi proponiamo alcune ricette carinissime.

• Iniziamo con dei classici cupcake al cioccolato e mascarpone. La ricetta, ancora un volta, è quella classica ma potrete poi sbizzarrirvi con le decorazioni per dare vita a fantasmini, mostri e lapidi. Nei negozi di cake design, online o nei supermercati più forniti troverete tutto ciò che vi serve!

• Questo simpatico dolce al cucchiaio per Halloween, invece, non è altro se non un budino alla zucca con crumble al cacao.

• Lo stesso discorso vale per le meringhe fantasmini: una ricetta di Halloween che i vostri bambini piacerà da impazzire!

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BISCOTTI

Infine, come dimenticare qualche idea per dei biscotti?

• biscotti alla zucca classici (per rimanere in tema).                                                                Poi, potete scegliere se realizzare, in cima, un ragnetto: usate un cioccolatino per il corpo e della crema al cioccolato per le zampette; oppure potete farcirne due – sempre con della crema al cioccolato – e, con dei pezzetti i marshmallow, renderli dei mostriciattoli. Oppure ancora, se avete dimestichezza con il sac-à-poche, potete ricoprirli con una glassa di zucchero.

•  Le dita della strega, una delle più classiche ricette dolci di Halloween! Per circa 20 biscotti vi occorrono:                                                                                                                          150 g burro                                                                                                                                        100 g zucchero                                                                                                                                       2 tuorli 250g farina                                                                                                                               00 mandorle q.b.                                                                                                                                In una ciotola capiente, ponete la farina, lo zucchero, il burro a tocchetti e i due tuorli. Impastate con le mani, senza però scaldare troppo l’impasto. Fate una palla e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti.

• Con l’impasto fate poi dei salamini da 5 centimetri (più o meno come un dito); con un coltello, fate le scanalature delle dita e applicate la mandorla in cima (che sarà l’unghia). Infornate a 180°C per 15/20 minuti.

Non vi resta che mangiare e GODERVI la festa

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25 Novembre mai più violenza sulle donne

Da bambine SOGNAMO…

Sognamo il principe azzurro

Sognamo dei figli fantastici

Sognamo la casa, il cane di famiglia, il nostro matrimonio…

Sognamo il vestito da sposa

Sognamo la vita che vorremo

Sognamo inventando storie e interpretando la mamma che saremo.

Sognamo le favole della buonanotte lette davanti al camino

Sognamo i dolci caldi nel forno la domenica

Sognamo la nostra camera da letto fatta di amore e fantasia

Sognamo una famiglia felice stretta tutta intorno al nostro cuore…

Molte di noi riescono con tanta fatica a realizzare i propri sogni rinunciando a se stesse mettendo da parte i propri bisogni, desideri e aspirazioni. Perché il tempo per tutto non ce ne e noi vogliamo sempre la perfezione quindi prima o poi… qualcosa va tralasciata.

Altre scelgono la carriera convinte che prima i poi l’amore arriverà’ ma sono troppo esigenti e alla fine si ritrovano ad aspettare sole il prossimo Natale e ad avere sempre più il cuore gelido.

Ci sono quelle che cercano di fare tutti felici, quelle che rincorrono un amore, quelle che a furia di sognare si sono dimenticate la scarpetta…

Non tutte riescono a realizzare i propri sogni di fanciulla quelli dei tempi in cui ci raccontavano che esisteva un PRINCIPE che ci avrebbe salvato portato in un castello incantato dove tempo e spazio si sarebbero fermati, perché non è’ più tempo di Principi e i castelli ormai sono disabitati.

Ma in fondo chi più chi meno i nostri sogni li abbiamo realizzati abbiamo trovato l’amore, comprato la casa che volevamo, indossato il vestito bianco da Principessa, comprato un cane, fatto un bambino e la routine delle nostre giornate ci riempie il cuore perché tutto questo in fondo è la vita che vogliamo…

Poi ci sono quelle che loro malgrado hanno imparato a proprie spese che a volte il Principe si trasforma in un mostro e il castello in una prigione e così dalla favola sono piombate nell’incubo dove il tempo si congela facendole restare sospese in quel limbo dal quale scappare e’ impossibile, restare e’ annullamento.

Nessuno può capire cosa passano, cosa pensano , cosa vivono, quanto sia profonda la loro sofferenza, come il loro GRANDE AMORE possa fargli tutto questo, perché?

Forse indossando le loro scarpe potremo comprendere la loro sofferenza, camminando i loro passi capire perché non scappano, vestendo i loro abiti comprendere le loro scelte ma di sicuro non possiamo sapere perché rimangono, perché lo permettono, perché si continuano a fidare del mostro… possiamo solo esserci se un amica si confida, accoglierla se ha bisogno di una mano, ascoltarla se ha bisogno di un consiglio… ma mai giudicare chi non ha la forza di lasciare tutto quello che gli sembra di aver costruito perché a volte l’incerto fa più paura del mostro. Penso che ci siano uomini capaci di RUBARE L’ANIMA alle donne e donne che cercano invano di riprenderla perdendo poi tutto il resto.

AUGURO a tutte di rimanere bambine e continuare a SOGNARE Racconterò alle mie bimbe la storia della principessa che si salva da sola con tanta forza di volontà costruisce la vita che vuole e insegnerò loro a non regalare mai l’ ANIMA a NESSUNO perché ci si salva dal mostro solo con una fortissima AUTOSTIMA e TANTO AMORE PER SE STESSE… e a volte neanche basta.

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Il vaso della felicità

“…ma quanto costa la felicità’?”

Solo un vaso…

A lanciare sui social l’idea di un vaso pieno di felicità è stata la scrittrice americana Elisabeth Gilbert, l’autrice di “Mangia, prega, ama” un libro che poi hanno trasformato in film che a tratti divertente a tratti commovente ripercorre tutti i passaggi intensi della vita di una donna che gira il mondo alla ricerca della felicità.

In un suo post racconta:

Il Vaso della Felicità è un progetto che ho iniziato nella mia vita molti anni fa ed è rimasta una pratica che ho cercato di mantenere con regolarità da allora. (Anche se con delle dimenticanze, perché mi capita di impigrirmi e talvolta sono sopraffatta dalla vita, come tutti noi).

Nella sua essenza, il Vaso della Felicità è un’idea semplicissima e quasi assurda – ogni singolo giorno, a fine giornata, prendo un pezzo di carta (l’angolo di una bolletta telefonica o il pezzo di una vecchia lista della spesa) e ci scrivo il momento più felice di quel giorno. E ci metto la data. E poi piego la nota e la inserisco nel vaso. E questo è tutto quello che faccio.

Ci vogliono circa 35 secondi per farlo, ma quello che mi porta questo esercizio è enorme – non solo il piacere di trovare un buon momento ogni giorno (anche i giorni orribili hanno un momento meno brutto degli altri), ma dà molti benefici ricordare quel momento per sempre.Col passare degli anni, ogni volta che vivo un periodo difficile, pesco nel barattolo e tiro fuori un foglietto di carta a caso, e rivivo la gioia di quell’istante – tutte quelle istantanee gemme di vita, che avrei dimenticato se non le avessi annotate, mi portano infinito conforto.

Mi sorprendo sempre di come, di solito, il mio momento più felice della giornata sia anche quello più semplice. Quasi mai è un momento di successo esplosivo o un eccesso delirante. Nonostante tutti i miei sforzi e le mie ambizioni e tutta la mia ricerca di esperienze straordinarie, è importante riconoscere che i miei momenti più felici sono generalmente molto comuni e silenziosi e a volte anche insignificanti.

In realtà, il mio momento più felice ogni giorno, di solito, è solo un colpo d’occhio a qualcosa di dolce e piccolo, il fluire  inaspettato di un’emozione, un po’ di sole sul mio viso, un piacevole incontro sul marciapiede, un fresco bicchiere d’acqua proprio al momento giusto, la mia gioia felina dopo un pisolino, la vista fugace appena con la coda dell’occhio di un uccello, il riconoscimento di qualche piccola e bellissima cosa.

Per esempio, il giorno in cui ho iniziato ad andare allo show di Oprah Winfrey (che era ovviamente l’esperienza in assoluto di maggior spicco nella mia vita)  il mio momento più felice si è verificato la mattina in camera d’albergo, quando mia mamma mi stava aiutando a prepararmi per andare allo show, stirando la fascia del mio vestito per me. (Guardandola mi sentivo come di nuovo bambina, al mio primo giorno di scuola o ad un ballo della scuola. E ho sentito il suo amore per me, ed è stato bellissimo). Niente è stato migliore, durante quella giornata (ed è stata fantastico e avventurosa), di quel piccolo, dolce momento.

Così ho presentato ai miei amici di Facebook il mio vaso della Felicità, e la gente ha iniziato a fare il proprio e ad inviarmi le foto, che ho poi ho condiviso. E’ stato così straordinario vedere la diffusione di questa pratica!Le persone fanno i loro vasi con tutto, dai vecchi contenitori di sottaceto, a splendide ceramiche fatte a mano, a vasi situati al centro del tavolo, a rari pezzi d’antiquariato, all’artigianato di un bambino. ho ricevuto Vasi della Felicità da tutto il Nord America, ma anche dall’Egitto, Filippine, Polonia, Iran, Turchia, Russia, Brasile, Colombia, Indonesia. Mi hanno inviato Vasi della Felicità familiari, relativi al rapporto madre-figlia, Vasi della Felicità post-divorzio, Vasi della Felicità di lotta al cancro, Vasi della Felicità di Capodanno (da leggere il seguente nuovo anno, per celebrare i momenti più felici dell’anno passato) – e ogni iterazione immaginabile. Amo ognuno di loro.

Devo anche aggiungere come a volte mi si spezza il cuore nel modo più dolce – quando sento alcune delle domande riguardo a ipotetiche “regole” del Vaso della Felicità. E’ come se la gente non volesse finire nei guai, facendo un Vaso della Felicità sbagliato! Mi è stato chiesto: “Posso leggere sempre i foglietti che ho scritto, anche più volte?” Oppure: “Posso scrivere a volte una preghiera, invece di un momento di felicità?” O, “Va bene se permetto a qualcuno di mettere un momento felice nel mio barattolo?” Oppure: “Il mio Vaso della Felicità ha bisogno della scritta Vaso della Felicità su di esso?” O, “Va bene se il mio Vaso della Felicità è in realtà una ciotola?” Oppure, “Si possono mettere pietre fortunate nel proprio Vaso della Felicità?” Oppure (e questo è di solito chiesto con un senso di panico): “Cosa succede quando il mio Vaso della Felicità è PIENO?!!” Oppure (e questo mi spezza il cuore ancora di più): “Dove posso acquistare un Vaso della Felicità??? L’ho cercato ovunque su Internet e non riesco a trovarlo da nessuna parte”

Ognuno di noi ha già un vaso della felicità nascosto in fondo al cuore dove tiene ricordi bellissimi o piccoli momenti questi è solo un modo per tenerli sempre con se! L’autrice ci conferma una regola aurea, per trovare la felicità non c’è bisogno di fare il giro del mondo, e’ li sempre a nostra disposizione bisogna solo sapere guardare. Provare costa pochi centesimi ma la possibilità che ci renda felici e’ elevatissima!!!

E per citare Benji e Fede: “… ma quanto costa la felicità…” in questo caso molto poco !!!!

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Golfo Aranci elisir di Sardegna e ordine in spiaggia ritrovato

Ci eravamo lasciati con un mio articolo al vetriolo sulla permanenza in spiaggia di ombrelloni e lettini poverini soli ed abbandonati per ore in spiaggia in attesa del ritorno dei proprietari che con tutta la calma del mondo andavano a fare pranzo, dopopranzo, digestivo, caffè, ammazza caffè, Riposino e merenda prima di tornare finalmente in spiaggia ad occupare il posto che anche in loro assenza era rimasto riservato.

Questo malcostume mi aveva fatto passare la poesia, la poesia di Golfo Aranci quella che mi aveva fatto tornare, tornare e tornare per 20 anni, quella che mi faceva sentire la mancanza di questo posto, quella che ti porti dentro per tutto l’inverno, quella che trasmetti ai tuoi figli quella che ti accompagna per una vita.

I ricordi felici che ho costruito in questo luogo di vacanza sono stati offuscati in questi anni dalla prepotenza di alcuni che hanno ingiustamente pensato che comprare una casa automaticamente significasse comprare la spiaggia, non lasciando ad altri libero accesso alla cosa pubblica.

Evidentemente non ero l’unica ad aver il sentore che tutto questo fosse pura maleducazione e siccome a volte la ragione è la buona educazione trionfano finalmente il sindaco di Golfo Aranci GIUSEPPE FASOLINO ha emesso un ordinanza che vieta su tutte le spiaggia del suo comune di lasciare abbandonati se non per brevissimi periodi quale quello di un caffè, i propri oggetti in spiaggia.

Ecco devo ringraziare a nome di tutte le persone educate e rispettose del prossimo il sindaco di Golfo Aranci, finalmente le sue spiagge hanno di nuovo il profumo di Sardegna, si può arrivare trovare il proprio spazio, montare il proprio ombrellone, e godersi per tutto il tempo che si vuole una spiaggia con una nuova energia.

I furbetti non sono stati sgominati del tutto, purtroppo alla maleducazione non c è mai fine, pensano di essere più furbi di chi è addetto al controllo, quello che non hanno capito e’ che il sano rispetto per il prossimo li aiuterebbe a vivere meglio.

Comunque noi in prima fila o meno, per me è indifferente, adesso ci godiamo finalmente la spiaggia di Golfo Aranci luogo dove un bravo Sindaco ha riportato l’equilibrio, spazio finalmente libero di essere utilizzato da tutti anche da chi non arriva alle 6,30 del mattino per riservare il posto. Se vi capita di pensare ad una settimana o più di vacanza in Sardegna scegliete Golfo Aranci dove c’è il vero ELISIR DI SARDEGNA!

GRAZIE GIUSEPPE FASOLINO il tuo amore per questo luogo ha portato innovazione, turismo, infrastrutture, eventi, concerti ma soprattutto ha portato equilibrio in una usanza che di rispettoso non aveva proprio niente. L’amore per la propria missione si manifesta in queste cose che ti rendono prima di essere un buon politico di sicuro un “Onorevole” Essere Umano.

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Ladro di “ERRE”… Buonanotte, Ponte Morandi 14.08.2018

Tutte le sere la mamma ci da la buonanotte con una storiella, una canzoncina o una filastrocca.

Ci da un bacio e noi la abbracciamo forte forte, questa notte la filastrocca la vogliamo leggere con voi.

“C’è chi da la colpa

alla piena di primavera,

al peso di un grassone

che viaggiava in autocorriera:

io non mi meraviglio

che il ponte sia crollato,

perché l’avevano fatto

di cemento “amato”,

invece doveva essere

“armato”, s’intende,

ma la erre c’è sempre

qualcuno che se la prende.

Il cemento senza erre

(oppure con l’erre moscia)

fa il pilone deboluccio

e l’arcata troppo floscia.

In conclusione, il ponte

è colato a picco,

e il ladro di “erre”

è diventato ricco.

Passeggia per la città,

va al mare d’estate,

e in tasca gli tintinnano

le “erre” rubate.”

(Gianni Rodari)

Buonanotte

Samuele, Kristal, Camilla e Manuele.

E buonanotte a tutti gli altri “grandi” che si sono addormentati con voi.

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Golfo Aranci “elisir di Sardegna” e ombrelloni lasciati vuoti in spiaggia

Ciao a tutti!!!

Vi scrivano dalla stupenda Sardegna luogo di santi, navigatori eroi e… ombrelloni lasciati in spiaggia.

Di sicuro è quel posto magico che 10 anni fa ha fatto incontrare il nostro papà e la nostra mamma.

La nostra mamma trascorre le vacanze qui a Golfo Aranci da 20 anni e il sole sardo ha visto tantissimi suoi momenti felici e spensierati.

Lo skyline di questo paesino di pescatori negli anni e’ cambiato molto si sono aggiunte infrastrutture, migliorie, case, case e case.

Si può fare la sera una deliziosa passeggiata al porto turistico luogo incantevole che attira vacanzieri anche da lontano, si possono prendere straordinari gelati nelle migliori gelaterie del posto, andare a mangiare in ristoranti di pregio, godere di un tramonto in terrazzo mozzafiato, quello che non si può fare purtroppo è andare al mare sereni.

Diciamo che però il Motivo fondamentale per il quale si viene in vacanza in Sardegna e’ andare al mare, per questo i nostri nonni avevano scelto questo angolo di paradiso.

Le case sono aumentate e ovviamente anche le presenze in spiaggia, ma le spiagge sono sempre le stesse di quando eravamo in pochi, e soprattutto, purtroppo, chi ha comprato casa per la proprietà transitiva pensa di aver comprato anche la spiaggia!

Ecco vi chiedo secondo voi è giusto occupare il fronte mare con sdraio lettini e ombrelloni dalle 6 della mattina e ritirarle alle 19 ma avendole occupate in totale 3 ore?

Perché qui a Golfo Aranci e’ quello che succede!!!!

I vacanzieri scendono alle 6 del mattino armati di ombrelloni, lettini, giocattoli da spiaggia, gonfiabili, sedie, frigoriferi, tavoli da campeggio, stendono tutto e se ne vanno a dormire fino a verso le 10 quando placidamente scendono in spiaggia, vanno via alle 13 lasciando tutto lì a occupare la prima fila del bagno Asciuga con oggetti lasciati incustoditi e tornano per le 17 dopo aver fatto il riposino pomeridiano. Ignorando le più semplici regole del buon vivere civile ma soprattutto infrangendo leggi nazionali molto chiare. Chi arriva in spiaggia deve convivere con tutti i loro oggetti che occupano tristi e soli la spiaggia e si rendono in giornate ventose anche pericolosi.

 

Noi veniamo al mare per assaporare il famoso “elisir di Sardegna” ma qui a Golfo Aranci c’è ne è rimasto ben poco!

Quindi amici se decidete di fare una vacanzina a Golfo Aranci venite per le passeggiate, i concerti e i gelati perché per la spiaggia è inutile che veniate sono piccole, scomode, mai ristrutturate e piene di ombrelloni vuoti tutto il giorno.

Piuttosto in piedi senza un buco per stendere un asciugamano a Palma di Maiorca ma vicino a persone civili che riconoscono il bene comune come cosa pubblica.

A presto da un altro luogo.

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Ricordi di viaggio da sogno a Maiorca con EDEN VIAGGI

Hai mai viaggiato in un sogno?!?

Questa estate e’ cominciata con un sogno…uno di quei sogni che rimandi sempre… un sogno che ogni volta pensi vabbè si farà il prossimo anno altrimenti quello dopo… poi però arriva!!!!

Arriva l’occasione di passare la settimana più incredibile della tua vita, quella che trasforma i momenti in ricordi, i sogni in realta’!!!

Avevo sempre desiderato di visitare un isola lontana, respirare l’aria di un luogo sconosciuto, comprendere come in altri luoghi si vive e si realizzano sogni. Ma presa dai centomilamilioni di impegni avevo sempre rimandato, invece questa volta ho preso l’occasione al volo… e non solo in senso figurato.

Il nostro viaggio e’ sembrato fin dai primi minuti costellato dalla maledizione di Fantozzi, abbiamo avuto una nuvoletta in testa che, fino al nostro ritorno a casa non ci ha abbandonato chi ha seguito le nostre stories su Instagram sa di cosa sto parlando.

Dopo le prime ore di sconforto, l’abbiamo presa a ridere… ma andiamo per gradi.

Avevamo un volo charter prenotato partenza da Milano Malpensa arriviamo al check in con largo anticipo la hostess mi guarda e dice:” Signora voi da qui non partite la carta di identità della Prisci e’ scaduta!!!”

Potete immaginare il nostro sconforto ma da lì già abbiamo già potuto sperimentare la grandiosa assistenza del tour operator a cui ci siamo affidati… Eden Viaggi! Ci hanno assistito fin da subito aiutandoci a risolvere il nostro problema ma comunque non siamo potuti partire e con i dovuti spergiuri siamo tornati a casa.

I 2 giorni successivi sono serviti tutti per rifare la carta di identità e trovare un volo che partisse da qualunque città Italiana per la nostra destinazione MAIORCA!!! La nostra super suite al villaggio hotel Cala Domingos di Maiorca alle Baleari ci aspettava e noi eravamo a casa… abbastanza deprimente. Dopo i primi 260 milioni di minuti in cui mi è’ passata davanti tutta una vacanza non vissuta e relativa disperazione mi sono detta ce la devo fare e ho stressato i responsabili di 2 comuni perché mi dessero nel più breve tempo possibile una carta di identità e così e’ stato ce l’ho fatta!!!

A quel punto non restava altro che trovare un volo aereo all’ultimo secondo, in piena stagione per le Baleari a un prezzo decente… anche questo fatto… ma subito dopo averlo acquistato e’ ripiombato lo sconforto partenza da Roma ritorno a Milano O MIO DIO e come facciamo?!? Niente paura Eden Viaggi ha una nuova soluzione per noi ci ha cambiato il volo aereo!!!! Sembra un sogno partenza per Roma direzione Maiorca… ma arriviamo alle 2 di notte e il villaggio e’ ad un ora dall’aereoporto!!!! Niente paura di nuovo la super assistenza di Eden Viaggi corre in nostro soccorso e il suo responsabile in loco ci aspetterà con il taxi.

Sembra un sogno e a quel punto la magia de viaggio ci avvolge e si parte!!!!

Non penserete che gli intoppi siano finiti! check in bloccato fino a pochi minuti prima della partenza, il tassista la notte ha sbagliato albergo ma anche in quel caso l’assistenza Eden Viaggi e’ arrivata immediatamente in nostro soccorso ci hanno recuperato in 5 millesimi di secondo e alla 3 di notte avevamo ad aspettarci in camera una bottiglia di spumante Spagnolo è una cena fredda… che “stupenderia!!!!”

Il giorno dopo ci svegliamo con un sole magnifico in un luogo da favola un villaggio Cala Domingos composto da splendide costruzioni a villetta bianche avvolto in un giardino fiorito carico di Un energia fantastica. La nostra suite e’ accogliente composta da due spaziose camere da letto un grande soggiorno cucina e bagno. Il caldo e avvolgente e l’energia del luogo ti accompagna in un mondo incantato e… si parte con la vita da villaggio…

Ma:” Incominciamo dall’ incomincio” diceva Totò’

La colazione internazionale del Villaggio Cala Domingos e’ le sette meraviglie…

Una cosa primaria e’ di ricordarvi di non andare lì a dieta perché se fate all inclusive come noi, potete mangiare e bere qualsiasi cosa ininterrottamente dalle 7,30 della mattina alle 11,30 della sera.

Aiutatemi a dire di tutto!!!!

Brioche, panini, cornetti, bomboloni, uova in tutte le forme, cioccolata, marmellata, per non parlare delle bevande con il distributore automatico puoi scegliere di bere tutto è più di tutto a tutte le ore.

Ovviamente comprenderete in parallelo pranzi e cene!!!!

E’ stato una settimana di abbuffate!!!

È tutto di qualità superiore gestito da un super chef sardo che oltre a cucinare con i suoi collaboratori con dalla prima mattina fa dei pitti espressi durante i pasti.

Ma non potete capire i dolci!!!! Di tutto e di più

Nel pomeriggio al bar della piscina prima sformavano una torta margherita sofficissima soprannominata da Priscilla la torta Squishy poi pizza e infine un aperitivino a base di sangria non te lo vuoi fare?!?

Insomma il paradiso delle mangiate!!!

Ma non finisce qui!!!!

Il tempo che intercorre tra un pasto una merenda e l’altro ci sono i super mega stra fantistici animatori impegnati tutto il giorno a organizzare tornei di tutti i tipi, calcetto beach volley pingo pong, beach tennis, acqua gym, la mattina si fa yoga la sera spettacoli.

Ma quello di cui noi siamo state più felici e’ il tempo passato al Tarta Club, le animatrici con amore e passione intrattengono bambini da 3 a 10 anni mattina e pomeriggio con attività che vanno dall’organizzazione della festa di Tarta alla baby dance serale… noi non ci siamo fatte mancare niente, la mamma e il papà così si sono rilassati. Se avete fratelli più grandi poi fino ai 17 anni c’è il jek club!!!

Parlare di tutte le emozioni di una settimana in poche righe e’ impossibile.

Porteremo con noi ricordi di gite in catamarano organizzate da Eden Village e segreti scoperti per le incantate vie di una città antica eppure così moderna perche’ multietnica come Palma di Maiorca, dove sapienti guide incaricate dal nostro tour operator ci hanno portato.

Il mare di Maiorca sembra uscito dalle favole e’ di un colore incantato che mai avevamo visto prima un azzurro che ti riempie gli occhi e ti lascia il cuore pieno di emozioni.

Ma come tutte le cose belle prima o poi finiscono e ovviamente il fantasma di Fantozzi non poteva abbandonarci, il volo di ritorno ha fatto solo 3 ore di ritardo e noi gli accampati in aereo porto a ricordare con amici improvvisati tutte le avventure della settimana appena passata raccontando come La EDEN VIAGGI anche viaggiando contro il tempo riesca sempre a risolvere tutti ma proprio tutto tutti gli inconvenienti di un viaggio.

Penelope ha superato la sua paura di volare, Priscilla ha dormito in tutti e due i voli aerei è ancora pensa che gli aerei non hanno volato, papà ha dormito e la mamma si è’ riscoperta amante dei voli aerei perché ti trasportano in un mondo incantato è pieno di emozioni… quindi siamo tutti pronti per UNA NUOVA AVVENTURA

GRAZIE Eden Viaggi siete manifestatori di desiderio, realizzatori di sogni!!!

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Kate una di noi… l’arte del riciclo

Tante di noi si stanno chiedendo fin da ieri alle 13

PERCHÉ?

Perché Kate? tu proprio tu, icona di stile, hai riciclato l’abito di Alexander Mc Queen non una, non due, non tre ma già quatrooo volte e la quarta proprio per il matrimonio del tuo caro cognato Harry?

Noi abbiamo approfondito per voi questa cosa e abbiamo tutte le risposte.

Kate ha portato con se il Principe William a scegliere l’abito e come tutte noi sappiamo gli uomini… quando li portiamo per negozi…

Così lei ha cominciato carina carina a provare il primo abito ma era troppo grande, il secondo troppo piccolo, il terzo troppo scollato, il quarto, poi il quinto…poi il ventesimo… poi il centesimo e poi uno troppo vistoso, uno troppo scialbo, uno troppo costoso così lei ha cambiato negozio

È’ andata da Chanel troppo cari, da H&M troppo colorati, da Gucci, da Prada e niente niente niente… e poi se è’ troppo lungo levi la scena alla sposa, se è’ troppo corto per carità’ che dirà la gente, a un certo punto ha pensato “e se non me lo metto proprio?”

Presa dalla disperazione ha chiesto a William di accompagnarla di nuovo ma lui ha storto la bocca:

“SPENDI TROPPI SOLDI e poi con 3 Figli abbiamo spese, dobbiamo comprare le scarpe estive per tutti e questo mese c’è’ anche il dentista!”

Così alla fine nemmeno il parrucchiere, povera Kate, alle 12,45 ora locale ha aperto il suo armadio e da “regina del riciclo” qual’e’ ha preso la prima cosa che le e’ capitata… il suo affezionato vestito di Alexander Mc Queen non la tradisce mai! Cosi litigio in casa Windsor scongiurato.

Ieri e’ stato il giorno delle trasformazioni lo avevano detto: una Cenerentola che diventava principessa con un vestito di GIVENCHY DA 150.000€ e una Principessa che si trasformava in Cenerentola con un vestito riciclato, meno male che ha una buona lavanderia!

Grazie Kate di essere una di noi, la prossima volta però prendi spunto…

Sfoggiane uno nuovo, facci sognare!

Un abbraccio

The blonde sister

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Matrimonio Megan e Harry quando tutto è possibile

E così ci siamo arrivati al matrimonio del secolo quello del principe Harry e Megan Markle.

Chi lo avrebbe mai detto che le scelte di vita di Diana si sarebbe così bene riflettute su quelle di suoi figli e che lei anche non essendoci più alla fine ha vinto?

Diana ha sempre voluto la sua LIBERTÀ ricercata con tutte le sue forze contro tutto e tutti, contro L’ etichette reali, contro quello che volevano per lei.

Ha insegnato ai suoi figli l’uguaglianza e gli ha trasmesso i suoi valori.

Sono fin da piccola stata una fan di Diana, fin da quando quel giorno entrò nella cattedrale di west mister con quell’ abito bianco con il suo lunghissimo velo erano solo 7,62 metri di strascico e lei era bellissima! E li e’ cominciato il mio sogno cercavo come tutte il mio principe azzurro.

Il sogno di diventare principessa però fino ad oggi, era riservato solo alle ragazze nobili, infatti Diana era una contessa.

Già Kate Middleton prima di Megan aveva avuto accesso a questa possibilità e dal nulla si ritrova duchessa di Windsor, però lei era di famiglia ricca e comunque inglese.

Oggi la storia cambia tutte le Cenerentola possono diventare principesse così la Favola di realizza.

Entrerà’ Megan è uscira’ PRINCIPESSA

ALLORA TUTTO E POSSIBILE !

È’ possibile cambiare le cose , e’ possibile realizzare i sogni, e’ possibile trovare il principe azzurro che ti cambierà la vita.

E di tutto questo dobbiamo ringraziare il mio mito DIANA che ha dedicato la sua vita a CAMBIARE le cose, ribellandosi e crescendo i suoi figli come persone normali con principi semplici e tanto amore.

Lei era dell’idea che quello che conta trovare nella vita è’ l’Amore ovunque esso sia!

Senza regole e senza etichetta, il modo in cui lei è’ vissuta ha cambiato le cose il suo essere ha dato il via ad una nuova era e oggi sara’ li in prima fila a godersi lo spettacolo perché solo grazie a lei tutto ciò è’ stato possibile

Grazie Diana di aver lasciato un segno in questo mondo è soprattutto grazie per averci dimostrato che BASTA CREDERCI

TANTI AUGURI HARRY E MEGAN DALLE BLONDE SISTER