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San Francesco VS Achille Lauro

E con questo abbiamo sdoganato tutto!

Ci siamo dati il permesso di disturbare i santi anche quando di santo non ce n’è bisogno.

Ci siamo dati il permesso di rappresentare un santo quando il santo in questione riposa in pace da secoli.

Ci siamo dati il permesso di superare tutte le barriere religiose e varcare la soglia dell’ assurdo quando l’unica cosa che ci è rimasta e’ credere.

Ci siamo dati il permesso di screditare un mito teologico per far avanzare un mito terreno.

Ci siamo dati il permesso di far pensare ai nostri figli che si può tutto perché tanto più esageri più sei famoso e se non esageri non ti caga nessuno.

Ma la cosa più peggiore e’ che ci siamo dati il permesso di togliere la FEDE di infangare in modo quasi oltraggioso la figura di un SANTO che e’ per molti nel mondo un pezzo di cuore.

San Francesco si e’ spogliato dei beni terreni per vivere una vita a contatto con i poveri e i lebbrosi predicando l’amore parlando ai lupi e assistendo gli ultimi.

Una vita al servizio di chi soffre di chi è dimenticato dagli uomini di chi ha riposto in lui l’unica fiducia, niente a che vedere con il mantello di Gucci buttato in terra lasciando un corpo coperto di palliettes e lustrini anche portato con vergogna.

Povero Francesco sarebbe stato molto più felice se il suo calvario avesse salvato il mondo invece di essere strumentalizzato per contribuire a distruggerlo.

Ps: almeno potevi scrivere una canzone pertinente quella che ho sentita… anche No!

Ma se poi quello che hai fatto porterà un tuo cambiamento e da domani contribuirai come Francesco…

TUTTA LA MIA STIMA

Vi lascio con un pensiero

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:

dove è odio, fa ch’io porti amore,

dove è offesa, ch’io porti il perdono,

dove è discordia, ch’io porti la fede,

dove è l’errore, ch’io porti la Verità,

dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,

dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.

Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:

Ad essere compreso, quanto a comprendere.

Ad essere amato, quanto ad amare

Poichè:

Se è: Dando, che si riceve:

Perdonando che si è perdonati;

Morendo che si risuscita a Vita Eterna.

Amen.

Preghiera Semplice di
San Francesco d’Assisi

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Tomorrowland il sogno di domani

Ho visto un film STRAORDINARIO!

Uno di quei film che ti restano nel cuore perché ti colpiscono l’anima e riconosci qualcosa di vero in tutto quello che vedi!

Come immagini il mondo di domani?

Ecco proprio cosi come lo immagini sarà!

Gli autori di questo film ci fanno capire che siamo noi artefici del mondo che ci circonda e che realizziamo e attiriamo quello che immaginiamo.

Gli esseri umani sono gli unici che possono veramente materializzare i loro desideri perché hanno un potere e un dono. ANIMA tramite l’amore realizza i sogni della nostra Coscienza motivo per il quale bisogna sempre stare molto attenti a tutti i nostri pensieri e alle nostre emozioni.

Nel film ci fanno capire che solo le persone che ragionano fuori dagli schemi possono cambiare il mondo.

Se lo puoi sognare lo puoi fare!

Con questo monito e con questo insegnamento ci siamo goduti un film in famiglia che insegna grandi e piccini quale e’ i vero segreto della vita… SOGNARE!

 

 

FOTO HOME /NEWS / CINEMA / Tomorrowland – Il mondo di domani’,

qualche curiosità sul film con George Clooney

Il cast, la trama e qualche piccola curiosità su ‘Tomorrowland – Il mondo di domani’, film diretto da Brad Bird, con George Clooney e Britt Robertson.

Si intitola Tomorrowland – Il mondo di domani ed è un thriller, distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal 21 maggio 2015, diretto da Brad Bird

Vi sveliamo il cast, la trama e qualche piccola curiosità su questo film.

Tomorrowland – Il mondo di domani Nel cast troviamo la presenza dei seguenti attori: George Clooney, Britt Robertson, Judy Greer, Kathryn Hahn, Hugh Laurie, Raffey Cassidy, Pierce Gagnon, Keegan Michael Key, Lochlyn Munro, Darren Shahlavi, Michael Rowe, Chris Bauer.

Tomorrowland – Il mondo di domani: la trama Casey Newton è un genio che sogna un giorno di andare nello spazio. È sicura che ne avrà l’occasione perché suo padre lavora al centro di lancio della NASA a Cape Canaveral. Ma quando il posto viene chiuso, Casey si intrufola e cerca di impedirglielo sabotando l’attrezzatura. Viene catturata e messa in prigione, quando viene liberata e i suoi effetti personali le vengono dati, tra questi c’è una spilla che dice non sia sua. Quando la tocca, si trova in una città futuristica. Quando la spilla si esaurisce, vuole tornare indietro così trova online qualcuno che potrebbe sapere qualcosa al riguardo. Ci va e quando parla con le persone lì, le chiedono chi gliel’abbia data. Quando dice che non lo sa, non le credono e si rifiutano di lasciarla andare. Alla fine si rivelano armati con strumenti avanzati. Tentano di spararle, ma qualcuno la salva e scopre che quelli che l’hanno attaccata sono robot. Colui che l’ha salvata si presenta come Atena. Dice che Casey deve aiutare a salvare il futuro. Porta Casey a incontrare un uomo di nome Frank Walker. Quando lo vede, si rifiuta di aiutarlo. Ma quando vengono attaccati da più robot, provano ad andare nel posto che ha visto. Tomorrowland – Il mondo di domani: curiosità sul film Il film è stato girato a Enderby, nella Columbia Britannica del Canada, ma anche a Vancouver e a Surrey. La troupe, poi, si è spostata alla Città delle Arti e delle Scienze di Valencia e al Walt Disney World Resort, alla New Smyrna Beach, in Florida.

Continua su: https://popcorntv.it/cinema/tomorrowland-il-mondo-di-domani-trama-cast-curiosita-sul-film/63097

LIFESTYLE · Senza categoria · VIAGGI

Disneyland Paris Avventure in famiglia

E CHE LA MAGIA ABBIA INZIO!!!!

Come avrete visto per il compleanno di Priscilla siamo andati a festeggiare ad Eurodisney nel magico mondo Disney a Parigi dove tutti i sogni diventano realtà!

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Sapevo  che sarebbe stata un esperienza indimenticabile, avevo già provato questa avventura in famiglia con i miei figli più grandi e devo dire che il divertimento e la magia Disney la ricordi tutta la vita e posso aggiungere ricordi speciali.

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Arrivati al parco la cosa che si assapora subito e’ il sogno, quello che Walt Disney ha voluto regalare al mondo, quel senso di fuori dal tempo e spazio che ti permette di riscoprirti bambino. Si apre in un giardino favoloso la porta di ingresso e ogni passo e’ un passo verso l’emozione.

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Vivere la magia e vederla con gli occhi dei bambini e’ un regalo stupendo!

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Varchi la soglia e sei in un altro mondo, ti senti rapito nel giardino di Alice, per poi volare con Dumbo e affrontare i pirati con Jack Sparrow! La casa dei fantasmi, Los Dias de Los muerte,  la casa di Pinocchio,  il mondo fantastico, sono le attrazioni che ti catapultano nel divertimento, per chi e’ più spericolato ci sono i giochi agli studios che ti riempiono di adrenalina. Minnie, Topolino, Pluto e le Principesse fanno da contorno e ti accompagnano con la loro presenza e durante la parata finale regalandoti emozioni.

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Il momento in assoluto più bello e pieno di pathos e’ il saluto serale finale al castello con i giochi di luci e fuochi di artificio. E’ il  momento in cui dal parco arriva l’abbraccio più bello e il suo ARRIVEDERCI perché tornare non e’ un ipotesi, e’ una certezza! IMG_5128.JPG

 

Tutto questo ti ricorda che la vita e’ magia, quella con la quale i bambini vivono sognano e realizzano la loro vita. Disneyland non è solo un parco divertimenti e’ un momento nel quale puoi ritrovare il tuo bambino interiore e ricordargli che il mondo e’ fatto di luce e colori e che può fare tutto!!!

Imparando a sognare si costruisce il futuro perché l’unica cosa che realizza i sogni e esprimerli! Passare del tempo nel parco ti ricorda che la felicita’ e’ in un chicco di riso sta solo a noi vederla scoprirla ogni giorno e condividerla con chi amiamo.

Neanche la pioggia riesce a rovinare quei momenti fantastici, anzi  ricorda che anche se ci sono difficoltà, la vita e’ un dono, e si può comunque essere felici! Sognare e’ il modo più stupendo di realizzare i propri desideri. Non smettere mai di sognare basta solo un po’ di polvere di stelle e… puoi anche VOLARE!!!!

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Grazie mille Disneyland Paris di averci regalato questo stupendo momento da ricordare!

#ADV @disneylandparis

Grazie @disneylandparis di averci invitato a vivere questo tuo MAGICO MONDO e di regalare tutti i giorni momenti fantastici a grandi e piccini!

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GOSSIP · LIFESTYLE · Senza categoria

Uomini e Donne

Sono giorni di GOSSIP tra Salvo Veneziano del GF VIP E AMADEUS in conferenza stampa di polemiche giornalistiche, facebokkare e da bar ce ne sono state innumerevoli.

NB il mio e’ un articolo fuori dal coro semplicemente perché vorrei portare un nuovo punto di vista NON ACCETTO E MI DISTACCO DA OGNI TIPO DI VIOLENZA VERBALE O FISICA PERPRETATA AI DANNI DI UNA DONNA!

Chiarito questo volevo spostare l’attenzione su un altro piano.

E porvi una domanda: “Il modo 3.0 di presentarsi al pubblico e di costruire la propria immagine che stanno usando le nuove generazioni e’ totalmente corretto?

Basare il proprio business sul proprio fisico, i luoghi da sogno che si frequentano, le oggettive qualità che madre natura o, sempre più spesso, i chirurghi ci regalano e’ giusto?”

Niente da obiettare su tutto quello che e’ stato detto e ridetto sulla discriminazione di genere o sulla Violenza verbale che va in tutti i modi aberrata, ogni parola e’ totalmente legittima oltre ad essere legittima e’ soprattutto ovvio le donne vanno considerate in quanto tali non perché fidanzate di qualcuno e perché sanno stare un passo indietro.

Ma c’è un ma…

il povero Amadeus non si è potuto di sicuro attenere ad altro nella presentazione perché oltre ad essere stata una “ombrellina” modella di intimo,per le sue misure perfette 92/60/92, modella per Guess e Influencer in ascesa nel suo curriculum non appare altro.

Se salti agli onori perché sei la fidanzata di… come dovrebbe riconoscerti il pubblico?

Ergo se ne deduce che gli rimaneva solo come presentazione dire che e’ la fidanzata di… che e’ bellissima, qualità tra l’altro che non le si può negare!

Altre capacità curricolari poverino non ne ha trovate.

Se avesse una voce angelica o scritto un best seller o salvato il mondo da un invasione aliena di sicuro lo avrebbe detto!!!

Qui non ne farei una discriminazione di genere, ma semplicemente una mancanza di argomenti e di esperienze se non basate sulla sua immagine quella che Amadeus ha premiato.

Di sicuro avrà qualità personali che avrebbero potuto farne un altra presentazione ma non in quel contesto.

Ha costruito come le altre la sua immagine sulla sua bellezza e il suo fidanzamento, questo e’!

Stiamo valorizzando nostro malgrado un mondo basato sull’apparenza dove se non sei perfetta sei “OUT” a commentare il calcio non ci mandano la nonnina che sono 50 anni che vede le partite e ne sa più di Ancelotti, guarda caso sono tutte super strafighissime!

Stiamo lasciando indietro intelletto e altri valori, di sicuro sarebbe bello avere sul palco figure di spicco nel patrimonio mondiale dell’umanità arte e della cultura ma siamo proprio sicuri che alla fine sia quello che il telespettatore vuole?

La RAI E’ un azienda e fa scelte di business come tutte le aziende cercando di accontentare sponsor e telespettatori mio malgrado sono qui a considerare che sono state scelte vallette a mio modo di vedere egregiamente perché sono il risultato della nostra società, è quello che in questo momento storico richiede.

Nell’altro ma non meno importante ai fini del mio ragionamento contesto, Il buon vecchio SALVO VENEZIANO e’ completamente colpevole di ogni singola parola che gli e’ uscita dalla bocca, ma di contro come ha cercato di dire Pupo durante la diretta della puntata del Grande Fratello VIP, anche i vestiti succinti della nota Influencer hanno stimolato fin troppo pensieri eccessivi.

Ai “bei mi’tempi’ bastava molto meno per essere chiuse in casa da mamme e nonne! Per carità eccessivo!

Se avevi solo un lembo di pelle in più scoperto rischiavi di rimanere tutta l’adolescenza rintappata!

Nessuna giustificazione alle parole dette, sia ben chiaro, perché quello che avviene all’esterno e’ neutro finché tu non gli dai peso, ma l’educazione dovrebbero impararla da ambo le parti!

Se ti fai la doccia in diretta nazionale con un perizoma rosso ammiccando utilizzando tutto quello che trovi come un palo della lap dance tirando in fuori il tuo “ oggettivamente bellisssimo”lato B, ammiccando e provocando, che ti aspetti di generare in chi guarda… ammirazione letteraria?

Non credo proprio!

Quindi attenzione donne siamo anche noi facendo in modo che questa brutta strada sia percorsa, perché i buoni vecchi valori sono stati tirati nel cesso e buttata la chiave del bagno!

Recuperiamo in nome delle generazioni future la nostra dignità perché ne è rimasta ben poca!

Se le donne si prestano a far parte di questo teatrino hanno fatto la loro scelta e ne raccolgono i risultati che come sappiamo hanno sempre 2 facce.

KIDS · Senza categoria

Fare la nanna

Quando eravamo piccole ci racconta la mamma che non sempre mantenevamo un sonno prolungato, anzi, io mi svegliavo ogni ora piangendo e la Prisci voleva sempre stare attaccata come una cozza alla tetta!

Fino a 4 anni ha succhiato il latte e notte e di giorno la mamma era a sua disposizione tipo la mucca con il vitello o la pecora con l’agnello… ma questa è Un altra storia!

La mamma è il papà era abbastanza stanchi per le nostre notti in bianco, ma volete sapere una cosa dicono che la nostra infanzia è stata l’esperienza più bella della loro vita e siccome passa così in fretta sono stati felicissimi di averla potuta godere a pieno con ricordi di notti in bianco, pappine e filastrocche!

La mamma si è ricordata di aver letto da qualche parte che i bambini non riescono da soli a dormire perché hanno paura del sonno!

Mi domando “paura del sonno?”

E si! Proprio così! Paura del sonno!

Non comprendendo che poi si risveglieranno e troveranno di nuovo lì la loro mamma ad aspettarli, combattono per non lasciarla addormentandosi poi con la paura si risvegliano e questo provoca una spirale infinita di addormentamenti e risvegli. Venire al mondo e’ faticoso erano polvere di stelle fino a poco tempo prima!

La mamma dice che se coccolati e rassicurati riescono ad andare a sognare più felicemente e che se si sentono sicuri e capiscono che saremo di nuovo tutti lì ad aspettarli prima o poi si addormenteranno felici. Ma ci vuole tempo costanza pazienza e nervi saldi… è una lotta all’ultimo occhio aperto chi l’ha dura la vince!

La mamma dice che qualche canzoncina è un lunghissimo abbraccio li aiuta a raggiungere la fatina del sonno, così dalle braccia coccolose della mamma si ritroveranno direttamente sulla nuvoletta a giocare con le pecorelle.

La mamma dice che a lei è stato molto utile avere il nostro papà vicino che, anche se non si è mai alzato, con il suo russare l’ha tenuta sveglia!

Noi piano piano abbiamo imparato che per dormire basta il bacio della buona notte, una lunghissima sessione di carezze al buio e il suono del nostro fedele carillon che ci accompagna fin da quando eravamo nella pancia della mamma a ricordarci che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni!

Ti vogliamo salutare con i consigli della pedagogista Grazia Honegger Fresco che propone, un metodo dolce di avvicinamento al sonno, basandosi sui ritmi naturali del bambino, sulla sua esigenza di essere consolato, ma anche sull’importanza di dargli dei giusti limiti. Ma soprattutto, secondo la pedagogista, bisogna fargli passare delle belle giornate, “perché una giornata buona predispone a un buon sonno”. 

Ecco 10 consigli della pedagogista:

1 Seguite il ritmo del neonato e abituatelo poco per volta al giusto ritmo sonno/veglia 

Il  ritmo sonno/veglia di un neonato dipende dall’ora in cui nasce. Infatti, se un bambino nasce alla mattina, tenderà a dormire per gran parte della giornata, con piccoli risvegli per succhiare il latte materno.Se invece nasce di notte, il primo riposo durerà fino a mattina e così per i giorni a seguire. 
Nella prima eventualità, quindi, il bimbo avrà bisogno di un tempo più lungo per riuscire a dormire di notte. Per abituarlo al ritmo notte/giorno la mamma  deve fare giorno per giorno piccoli spostamenti  di orario. L’importante è non fare modifiche troppo improvvise che disturbano il piccolo e alla fine sono controproducenti.

2 Fate attenzione che di giorno non sia iperstimolato

Il concetto fondamentale di Grazia Honegger Fresco è che la “la notte riflette molto il giorno”. Un neonato, per essere sereno, ha bisogno di passare del tempo con se stesso, a sperimentarsi e a conoscersi, attraverso giochini ripetitivi come aprire e chiudere la manina. Capita invece di bambini sballottati tutto il giorno, portati da un ambiente all’altro: nido, nonni, casa;  confusi da stimoli eccessivi: troppe parole, continue proposte di gioco da parte di adulti sempre presenti… Questi stimoli in eccesso finiscono per rendere il piccolo agitato e addirittura stressato, tanto che alla sera farà fatica ad addormentarsi.

 3 Create un rituale della nanna sempre uguale

Il bambino è abitudinario e conservatore. Quindi è fondamentale, fin dalla nascita, creare un rituale breve ma rassicurante che accompagni la messa a nanna.
Ad esempio il rituale può iniziare tra le 18 e le 20 con un bagnetto che deve essere piuttosto caldo (38 °C) e prolungato: 15, 20 minuti. Poi indossa il pigiamino, segue una cena leggera. Dopo mangiato niente giochi vivaci e in cameretta i genitori gli possono cantare una canzoncina (a voce bassa) o leggergli un libretto.Una volta spenta la luce, gli si può rimanere accanto in silenzio, con una mano sul corpo e facendogli qualche lieve carezza sulla schiena o sul capo. Devono essere gesti lievi e di breve durata.Si risveglia di notte? Non prendetelo subito in braccio, non accendete la luce né portatelo in soggiorno. Ma ripetete nell’oscurità naturale della casa gli stessi gesti, parlate poco e a bassa voce. Mantenendo abitudini calme, rassicuranti e ferme, il bambino si adeguerà senza soffrire.“La risposta pacata e tranquilla della madre è il miglior balsamo lenitivo e rafforzante. Le neomamme non devono farsi prendere dall’ansia, ma cercare una tranquilla serenità. La ripetitività è il mezzo migliore per dare al piccolo quel quieto conforto che previene ogni timore di abbandono”. Se il rituale necessita dei cambiamenti, è sempre meglio proporli a piccole dosi.

4 Fatelo dormire vicino a voi almeno fino all’anno di età

Si può tenere la culla vicino al letto dalla parte della mamma.Il bambino potrà essere messo in un’altra stanza solo a partire da un anno di età. Tale raccomandazione è stata formulata dall’Accademia Americana di Pediatria per la prevenzione della morte in culla, SIDS. Infatti, alcune ricerche hanno dimostrato che il bambino che dorme con la mamma ha un sonno più superficiale rispetto a quando dorme da solo. E il sonno leggero rende il lattante più pronto a reagire a eventuali problemi, come rigurgito, coperta sulla faccia, ostruzione nasale… Quindi un sonno troppo profondo non sempre è il sonno migliore per il bebè. 

5 Se vi chiama di notte, andate da lui

I risvegli notturni di un bambino devono essere considerati un fatto assolutamente normale, che può durare fino ai cinque anni. In particolare tra l’8° mese e i tre anni il piccolo sviluppa la cosiddetta ansia da separazione. L’istinto naturale del piccolo cerca la vicinanza della madre, anche di notte. Quindi in questo periodo la risposta “sensibile” della madre al pianto del bambino, contribuisce a creare in lui la fiducia verso la mamma. E questo è alla base dello sviluppo del senso di sicurezza interiore e di un attaccamento sicuro. Alcune ricerche hanno dimostrato che i bambini che smettono di chiamare perché i genitori non accorrono (come previsto ad esempio dal metodo Estivill) in realtà non instaurano una buona regolamentazione del sonno, ma “sviluppano una rassegnazione intrisa di sofferenza che costituisce una deviazione dal percorso. Quasi tutti i bambini riprendono a dormire tranquillamente entro il terzo o quinto anno di età

6 Di giorno non tenetelo costretto sulla sdraietta, deve essere libero di muoversi

Come abbiamo già visto, la tranquillità della notte dipende moltissimo da come il bambino trascorre le ore di veglia. Per esempio un bambino che passa tutto il giorno bloccato su una sdraietta o in un seggiolone o in un ovetto, non ha la possibilità di sviluppare le sue esperienze motorie. Un piccolo durante il giorno deve essere lasciato su un piano d’appoggio piuttosto ampio  in modo che possa imparare a spostarsi da solo su un fianco o a strisciare… Mentre gli oggetti costrittivi bloccano il suo sviluppo. Sono mezzi comodi per l’adulto ma non rispondenti alla naturale evoluzione motoria del bambino. Un bambino costretto durante il giorno da questi mezzi impropri diventa stressato e facilmente il suo malessere si traduce in un dormire inquieto.

 7 Lasciatelo giocare da solo

Maria Montessori diceva: ”Le cure sono il compito dell’adulto; il gioco è il lavoro dei bambini”. Questo significa che l’adulto non deve intromettersi nei giochi dei piccoli, perché li impoverisce, sostituendosi a lui con meccanismi mentali diversi che rendono il bambino passivo.
“Se l’adulto agisce di continuo da protagonista nelle situazioni di gioco, il bambino non vive al proprio livello l’esperienza della libera scelta delle proprie azioni, del creare a suo modo. E questo ricade negativamente sulle necessità fisiologiche quotidiane, come sulle sue abilità mentali”. Il gioco, l’esplorazione, il mettersi alla prova, sono tutte attività che contribuiscono a rendere un bambino indipendente e un bambino indipendente riuscirà a gestire bene i suoi ritmi di sonno e veglia. Infatti, se di giorno passa del tempo giocando per conto suo gli sarà più facile di notte stare un po’ da solo nel silenzio.

 8 Non dategli il ciuccio appena piange

Il pianto di un bambino piccolo è acuto ed è predisposto dalla natura per far intervenire i genitori. Però non bisogna mettersi in agitazione o accorrere con un ciuccio per calmarlo. Basta fargli sentire che la mamma e il papà ci sono. Accarezzatelo, tranquillizzatelo con un abbraccio. Non cedete alla voglia di bloccare subito il pianto. Bisogna imparare a tollerare i suoi vagiti e capire di cosa ha davvero bisogno.
Offrire subito il ciuccio, anche in prevenzione del pianto, significa dare una risposta univoca a un malessere che un adulto non è in grado di interpretare.”Con il ciuccio sempre pronto, succhiare diventa l’autoconsolazione predominante e questo fissa il piccolo su un piacere orale molto limitato e ripetitivo che va avanti negli anni con anche effetti negativi sul linguaggio” spiega la pedagogista.
Il ciuccio semplifica la vita ai genitori, ma non è un vantaggio per i piccoli.
Un’altra pratica sbagliata è insegnargli a succhiarsi il dito. Se i un bambino non lo fa spontaneamente non bisogna anticipare un comportamento che non è necessario per forza. 

 9 Per farvi ascoltare siate gentili ma risolutivi

Il bambino ha bisogno di un binario sicuro sul quale procedere. Se un genitore dice sempre sì a ogni richiesta il piccolo si sentirà più potente del genitore e questo sentimento spaventa e fa arrabbiare. Un’altra cosa che rende il bimbo fragile è porlo davanti a scelte continue. Chiedere a un bambino: “ti va di andare a nanna?” significa dare un’immagine di genitore insicuro che rende il bambino a sua volta insicuro. Compito del genitore è decidere per il bene del piccolo. Ma molti hanno paura delle rezioni oppositive o di incorrere in capricci. Come fare per far sì di essere ascoltati? La soluzione: è parlare al piccolo in modo gentile ma risolutivo. Avere modi garbati ma fermi, senza scelte alternative, dà pace al bambino. Se al momento di andare a dormire, si dice tranquillamente “Ora è il momento della nanna” , il bambino percepisce che si tratta della ineluttabilità delle cose che vanno fatte quotidianamente e questo trasmette tranquillità.

 10 Se si sveglia per un brutto sogno alla mattina raccontate che anche voi avete avuto un incubo

Se il piccolo chiama per un brutto sogno è meglio non accendere la luce, ma semplicemente stargli vicino, in silenzio, accarezzandolo e facendogli sentire le vostre mani sul suo corpo…
Al mattino potete raccontare voi di aver fatto un brutto sogno che vi ha spaventato. Il bambino si deve ritrovare indirettamente in questo racconto, senza che nessuno alluda a ciò che ha vissuto. In questo modo il piccolo sente che quello che ha provato succede anche agli altri, perfino ai suoi genitori. 

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Cenetta di Halloween, zucche, fantasmi e ragnetti

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Ci stiamo preparando per la festa di Halloween????

Volevamo presentarvi il nostro menu’ magari qualcuno vuole prenderne spunto!!!

Buon appetito !!!!

ANTIPASTI

• Il nostro primo antipasto sono i wurstel mummia: tanto scenografici, quanto semplici da realizzare! Per 4 persone, procuratevi 4 wurstel, un rotolo di pasta sfoglia rettangolare e del tuorlo d’uovo per spennellare. Tagliate la pasta in striscioline sottilissime e usatele per avvolgervi le salsicce. Spennellate con del tuorlo d’uovo e infornate a 180°C per una decina di minuti.

• La seconda idea è un piatto freddo: gli occhi di caprese.

• Per la terza idea, invece, seguendo la nostra ricetta, realizzate delle mini torte salate alla zucca alle quali dovrete apportare alcune piccole modifiche. Preparate il ripieno e la sfoglie, poi componete così i pirottini monoporzione: un dischetto di sfoglia, il ripieno, e un altro disco di sfoglia. Con delle stricioline di pasta, realizzate anche le zampine del ragno (come in foto), spennellate con il tuorlo dell’uovo e infornate per 15 minuti a 180°C. Se notate che in cottura rischiano di bruciare, copritele con della carta di alluminio.

• La quarta e ultima delle ricette salate per Halloween che vi proponiamo per l’antipasto sono le classiche uova ripiene. A questa ricetta tradizionale delle grandi occasioni dovrete aggiungete delle olive nere, che taglierete in modo sapiente affinché assomiglino a dei ragnetti (come in foto!).

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PRIMO PIATTO 

Le zucche di riso sono bellissime: simpatiche – ma anche buone – e piaceranno a grandi e piccini. In più, è un primo piatto sano: non è altro se non un risotto alla zucca! Gli ingredienti necessari sono:

400 g di riso per risotti                                                                                                                         1 cucchiaio di scalogno tritato                                                                                                          250 g di zucca Parmigiano Reggiano grattugiato                                                                            15 g di burro                                                                                                                                      brodo vegetale q.b.                                                                                                                             olio extravergine di oliva q.b.                                                                                                          sale q.b.                                                                                                                                                olive nere snocciolate q.b.                                                                                                                per decorare                                                                                                                                          1 costa di sedano

Iniziate a far bollire la zucca a cubetti in acqua salata per 20 minuti e poi scolatela e frullatela. Intanto, fate rosolare lo scalogno in padella con un filo d’olio di oliva, aggiungete il riso e la polpa di zucca e fate cuocere per 25 minuti aggiungendo il brodo caldo. Mantecate con il burro e il Parmigiano e aggiustate di sale prima di lasciar intiepidire. Deve venire un po’ colloso. Con le mani, poi, realizzate delle palline: schiacciatele leggermente, fate le scanalature con un bastoncino e decorate con sedano e olive nere.

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SECONDI PIATTI

• Per le polpette mostruose, la ricetta base è quella delle polpette di carne. Per quattro persone, procuratevi: 150 g di macinato di manzo 150 g di macinato di suino 4 fette di mortadella 1 fetta di pane in cassetta 1 uovo 1/2 cipolla bianca 80 g formaggio grattugiato sale e pepe q.b. prezzemolo q.b. farina q.b. latte q.b.

In una terrina, ponete la cane macinata, l’uovo, la cipolla tritata, una fetta di pane ammollata nel latte (e strizzata), il formaggio grattugiato, mortadella tritata, il prezzemolo e sale e pepe. Realizzate con le mani delle palline di media dimensione e fatele cuocere in forno a 180°C per 30/40 minuti. Una volta cotte, potremmo trasformarle in piccoli mostriciattoli (come in foto):

• Per dei ragnetti, realizzate gambine e occhietti infilzando la polpetta con delle verdure crude come cetrioli o peperoni. Per gli occhietti usate dei semi di girasole oppure delle palline di pane.

• Per dare l’impressione che siano degli occhi, cospargete le polpette di sugo e poi create la pupilla con un mezzo uovo di quaglia sodo e una rondella di oliva nera.

• Infine, per dei topolini, date all’impasto la forma di una goccia (prima della cottura) e poi completate con due pezzetti di rondella di carota per le orecchie e uno stuzzicadenti per la coda.

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DOLCI

Per quanto riguarda i dolcetti di Halloween, invece, potete sbizzarrirvi: noi vi proponiamo alcune ricette carinissime.

• Iniziamo con dei classici cupcake al cioccolato e mascarpone. La ricetta, ancora un volta, è quella classica ma potrete poi sbizzarrirvi con le decorazioni per dare vita a fantasmini, mostri e lapidi. Nei negozi di cake design, online o nei supermercati più forniti troverete tutto ciò che vi serve!

• Questo simpatico dolce al cucchiaio per Halloween, invece, non è altro se non un budino alla zucca con crumble al cacao.

• Lo stesso discorso vale per le meringhe fantasmini: una ricetta di Halloween che i vostri bambini piacerà da impazzire!

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BISCOTTI

Infine, come dimenticare qualche idea per dei biscotti?

• biscotti alla zucca classici (per rimanere in tema).                                                                Poi, potete scegliere se realizzare, in cima, un ragnetto: usate un cioccolatino per il corpo e della crema al cioccolato per le zampette; oppure potete farcirne due – sempre con della crema al cioccolato – e, con dei pezzetti i marshmallow, renderli dei mostriciattoli. Oppure ancora, se avete dimestichezza con il sac-à-poche, potete ricoprirli con una glassa di zucchero.

•  Le dita della strega, una delle più classiche ricette dolci di Halloween! Per circa 20 biscotti vi occorrono:                                                                                                                          150 g burro                                                                                                                                        100 g zucchero                                                                                                                                       2 tuorli 250g farina                                                                                                                               00 mandorle q.b.                                                                                                                                In una ciotola capiente, ponete la farina, lo zucchero, il burro a tocchetti e i due tuorli. Impastate con le mani, senza però scaldare troppo l’impasto. Fate una palla e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti.

• Con l’impasto fate poi dei salamini da 5 centimetri (più o meno come un dito); con un coltello, fate le scanalature delle dita e applicate la mandorla in cima (che sarà l’unghia). Infornate a 180°C per 15/20 minuti.

Non vi resta che mangiare e GODERVI la festa

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25 Novembre mai più violenza sulle donne

Da bambine SOGNAMO…

Sognamo il principe azzurro

Sognamo dei figli fantastici

Sognamo la casa, il cane di famiglia, il nostro matrimonio…

Sognamo il vestito da sposa

Sognamo la vita che vorremo

Sognamo inventando storie e interpretando la mamma che saremo.

Sognamo le favole della buonanotte lette davanti al camino

Sognamo i dolci caldi nel forno la domenica

Sognamo la nostra camera da letto fatta di amore e fantasia

Sognamo una famiglia felice stretta tutta intorno al nostro cuore…

Molte di noi riescono con tanta fatica a realizzare i propri sogni rinunciando a se stesse mettendo da parte i propri bisogni, desideri e aspirazioni. Perché il tempo per tutto non ce ne e noi vogliamo sempre la perfezione quindi prima o poi… qualcosa va tralasciata.

Altre scelgono la carriera convinte che prima i poi l’amore arriverà’ ma sono troppo esigenti e alla fine si ritrovano ad aspettare sole il prossimo Natale e ad avere sempre più il cuore gelido.

Ci sono quelle che cercano di fare tutti felici, quelle che rincorrono un amore, quelle che a furia di sognare si sono dimenticate la scarpetta…

Non tutte riescono a realizzare i propri sogni di fanciulla quelli dei tempi in cui ci raccontavano che esisteva un PRINCIPE che ci avrebbe salvato portato in un castello incantato dove tempo e spazio si sarebbero fermati, perché non è’ più tempo di Principi e i castelli ormai sono disabitati.

Ma in fondo chi più chi meno i nostri sogni li abbiamo realizzati abbiamo trovato l’amore, comprato la casa che volevamo, indossato il vestito bianco da Principessa, comprato un cane, fatto un bambino e la routine delle nostre giornate ci riempie il cuore perché tutto questo in fondo è la vita che vogliamo…

Poi ci sono quelle che loro malgrado hanno imparato a proprie spese che a volte il Principe si trasforma in un mostro e il castello in una prigione e così dalla favola sono piombate nell’incubo dove il tempo si congela facendole restare sospese in quel limbo dal quale scappare e’ impossibile, restare e’ annullamento.

Nessuno può capire cosa passano, cosa pensano , cosa vivono, quanto sia profonda la loro sofferenza, come il loro GRANDE AMORE possa fargli tutto questo, perché?

Forse indossando le loro scarpe potremo comprendere la loro sofferenza, camminando i loro passi capire perché non scappano, vestendo i loro abiti comprendere le loro scelte ma di sicuro non possiamo sapere perché rimangono, perché lo permettono, perché si continuano a fidare del mostro… possiamo solo esserci se un amica si confida, accoglierla se ha bisogno di una mano, ascoltarla se ha bisogno di un consiglio… ma mai giudicare chi non ha la forza di lasciare tutto quello che gli sembra di aver costruito perché a volte l’incerto fa più paura del mostro. Penso che ci siano uomini capaci di RUBARE L’ANIMA alle donne e donne che cercano invano di riprenderla perdendo poi tutto il resto.

AUGURO a tutte di rimanere bambine e continuare a SOGNARE Racconterò alle mie bimbe la storia della principessa che si salva da sola con tanta forza di volontà costruisce la vita che vuole e insegnerò loro a non regalare mai l’ ANIMA a NESSUNO perché ci si salva dal mostro solo con una fortissima AUTOSTIMA e TANTO AMORE PER SE STESSE… e a volte neanche basta.

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Il vaso della felicità

“…ma quanto costa la felicità’?”

Solo un vaso…

A lanciare sui social l’idea di un vaso pieno di felicità è stata la scrittrice americana Elisabeth Gilbert, l’autrice di “Mangia, prega, ama” un libro che poi hanno trasformato in film che a tratti divertente a tratti commovente ripercorre tutti i passaggi intensi della vita di una donna che gira il mondo alla ricerca della felicità.

In un suo post racconta:

Il Vaso della Felicità è un progetto che ho iniziato nella mia vita molti anni fa ed è rimasta una pratica che ho cercato di mantenere con regolarità da allora. (Anche se con delle dimenticanze, perché mi capita di impigrirmi e talvolta sono sopraffatta dalla vita, come tutti noi).

Nella sua essenza, il Vaso della Felicità è un’idea semplicissima e quasi assurda – ogni singolo giorno, a fine giornata, prendo un pezzo di carta (l’angolo di una bolletta telefonica o il pezzo di una vecchia lista della spesa) e ci scrivo il momento più felice di quel giorno. E ci metto la data. E poi piego la nota e la inserisco nel vaso. E questo è tutto quello che faccio.

Ci vogliono circa 35 secondi per farlo, ma quello che mi porta questo esercizio è enorme – non solo il piacere di trovare un buon momento ogni giorno (anche i giorni orribili hanno un momento meno brutto degli altri), ma dà molti benefici ricordare quel momento per sempre.Col passare degli anni, ogni volta che vivo un periodo difficile, pesco nel barattolo e tiro fuori un foglietto di carta a caso, e rivivo la gioia di quell’istante – tutte quelle istantanee gemme di vita, che avrei dimenticato se non le avessi annotate, mi portano infinito conforto.

Mi sorprendo sempre di come, di solito, il mio momento più felice della giornata sia anche quello più semplice. Quasi mai è un momento di successo esplosivo o un eccesso delirante. Nonostante tutti i miei sforzi e le mie ambizioni e tutta la mia ricerca di esperienze straordinarie, è importante riconoscere che i miei momenti più felici sono generalmente molto comuni e silenziosi e a volte anche insignificanti.

In realtà, il mio momento più felice ogni giorno, di solito, è solo un colpo d’occhio a qualcosa di dolce e piccolo, il fluire  inaspettato di un’emozione, un po’ di sole sul mio viso, un piacevole incontro sul marciapiede, un fresco bicchiere d’acqua proprio al momento giusto, la mia gioia felina dopo un pisolino, la vista fugace appena con la coda dell’occhio di un uccello, il riconoscimento di qualche piccola e bellissima cosa.

Per esempio, il giorno in cui ho iniziato ad andare allo show di Oprah Winfrey (che era ovviamente l’esperienza in assoluto di maggior spicco nella mia vita)  il mio momento più felice si è verificato la mattina in camera d’albergo, quando mia mamma mi stava aiutando a prepararmi per andare allo show, stirando la fascia del mio vestito per me. (Guardandola mi sentivo come di nuovo bambina, al mio primo giorno di scuola o ad un ballo della scuola. E ho sentito il suo amore per me, ed è stato bellissimo). Niente è stato migliore, durante quella giornata (ed è stata fantastico e avventurosa), di quel piccolo, dolce momento.

Così ho presentato ai miei amici di Facebook il mio vaso della Felicità, e la gente ha iniziato a fare il proprio e ad inviarmi le foto, che ho poi ho condiviso. E’ stato così straordinario vedere la diffusione di questa pratica!Le persone fanno i loro vasi con tutto, dai vecchi contenitori di sottaceto, a splendide ceramiche fatte a mano, a vasi situati al centro del tavolo, a rari pezzi d’antiquariato, all’artigianato di un bambino. ho ricevuto Vasi della Felicità da tutto il Nord America, ma anche dall’Egitto, Filippine, Polonia, Iran, Turchia, Russia, Brasile, Colombia, Indonesia. Mi hanno inviato Vasi della Felicità familiari, relativi al rapporto madre-figlia, Vasi della Felicità post-divorzio, Vasi della Felicità di lotta al cancro, Vasi della Felicità di Capodanno (da leggere il seguente nuovo anno, per celebrare i momenti più felici dell’anno passato) – e ogni iterazione immaginabile. Amo ognuno di loro.

Devo anche aggiungere come a volte mi si spezza il cuore nel modo più dolce – quando sento alcune delle domande riguardo a ipotetiche “regole” del Vaso della Felicità. E’ come se la gente non volesse finire nei guai, facendo un Vaso della Felicità sbagliato! Mi è stato chiesto: “Posso leggere sempre i foglietti che ho scritto, anche più volte?” Oppure: “Posso scrivere a volte una preghiera, invece di un momento di felicità?” O, “Va bene se permetto a qualcuno di mettere un momento felice nel mio barattolo?” Oppure: “Il mio Vaso della Felicità ha bisogno della scritta Vaso della Felicità su di esso?” O, “Va bene se il mio Vaso della Felicità è in realtà una ciotola?” Oppure, “Si possono mettere pietre fortunate nel proprio Vaso della Felicità?” Oppure (e questo è di solito chiesto con un senso di panico): “Cosa succede quando il mio Vaso della Felicità è PIENO?!!” Oppure (e questo mi spezza il cuore ancora di più): “Dove posso acquistare un Vaso della Felicità??? L’ho cercato ovunque su Internet e non riesco a trovarlo da nessuna parte”

Ognuno di noi ha già un vaso della felicità nascosto in fondo al cuore dove tiene ricordi bellissimi o piccoli momenti questi è solo un modo per tenerli sempre con se! L’autrice ci conferma una regola aurea, per trovare la felicità non c’è bisogno di fare il giro del mondo, e’ li sempre a nostra disposizione bisogna solo sapere guardare. Provare costa pochi centesimi ma la possibilità che ci renda felici e’ elevatissima!!!

E per citare Benji e Fede: “… ma quanto costa la felicità…” in questo caso molto poco !!!!

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Golfo Aranci elisir di Sardegna e ordine in spiaggia ritrovato

Ci eravamo lasciati con un mio articolo al vetriolo sulla permanenza in spiaggia di ombrelloni e lettini poverini soli ed abbandonati per ore in spiaggia in attesa del ritorno dei proprietari che con tutta la calma del mondo andavano a fare pranzo, dopopranzo, digestivo, caffè, ammazza caffè, Riposino e merenda prima di tornare finalmente in spiaggia ad occupare il posto che anche in loro assenza era rimasto riservato.

Questo malcostume mi aveva fatto passare la poesia, la poesia di Golfo Aranci quella che mi aveva fatto tornare, tornare e tornare per 20 anni, quella che mi faceva sentire la mancanza di questo posto, quella che ti porti dentro per tutto l’inverno, quella che trasmetti ai tuoi figli quella che ti accompagna per una vita.

I ricordi felici che ho costruito in questo luogo di vacanza sono stati offuscati in questi anni dalla prepotenza di alcuni che hanno ingiustamente pensato che comprare una casa automaticamente significasse comprare la spiaggia, non lasciando ad altri libero accesso alla cosa pubblica.

Evidentemente non ero l’unica ad aver il sentore che tutto questo fosse pura maleducazione e siccome a volte la ragione è la buona educazione trionfano finalmente il sindaco di Golfo Aranci GIUSEPPE FASOLINO ha emesso un ordinanza che vieta su tutte le spiaggia del suo comune di lasciare abbandonati se non per brevissimi periodi quale quello di un caffè, i propri oggetti in spiaggia.

Ecco devo ringraziare a nome di tutte le persone educate e rispettose del prossimo il sindaco di Golfo Aranci, finalmente le sue spiagge hanno di nuovo il profumo di Sardegna, si può arrivare trovare il proprio spazio, montare il proprio ombrellone, e godersi per tutto il tempo che si vuole una spiaggia con una nuova energia.

I furbetti non sono stati sgominati del tutto, purtroppo alla maleducazione non c è mai fine, pensano di essere più furbi di chi è addetto al controllo, quello che non hanno capito e’ che il sano rispetto per il prossimo li aiuterebbe a vivere meglio.

Comunque noi in prima fila o meno, per me è indifferente, adesso ci godiamo finalmente la spiaggia di Golfo Aranci luogo dove un bravo Sindaco ha riportato l’equilibrio, spazio finalmente libero di essere utilizzato da tutti anche da chi non arriva alle 6,30 del mattino per riservare il posto. Se vi capita di pensare ad una settimana o più di vacanza in Sardegna scegliete Golfo Aranci dove c’è il vero ELISIR DI SARDEGNA!

GRAZIE GIUSEPPE FASOLINO il tuo amore per questo luogo ha portato innovazione, turismo, infrastrutture, eventi, concerti ma soprattutto ha portato equilibrio in una usanza che di rispettoso non aveva proprio niente. L’amore per la propria missione si manifesta in queste cose che ti rendono prima di essere un buon politico di sicuro un “Onorevole” Essere Umano.

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Ladro di “ERRE”… Buonanotte, Ponte Morandi 14.08.2018

Tutte le sere la mamma ci da la buonanotte con una storiella, una canzoncina o una filastrocca.

Ci da un bacio e noi la abbracciamo forte forte, questa notte la filastrocca la vogliamo leggere con voi.

“C’è chi da la colpa

alla piena di primavera,

al peso di un grassone

che viaggiava in autocorriera:

io non mi meraviglio

che il ponte sia crollato,

perché l’avevano fatto

di cemento “amato”,

invece doveva essere

“armato”, s’intende,

ma la erre c’è sempre

qualcuno che se la prende.

Il cemento senza erre

(oppure con l’erre moscia)

fa il pilone deboluccio

e l’arcata troppo floscia.

In conclusione, il ponte

è colato a picco,

e il ladro di “erre”

è diventato ricco.

Passeggia per la città,

va al mare d’estate,

e in tasca gli tintinnano

le “erre” rubate.”

(Gianni Rodari)

Buonanotte

Samuele, Kristal, Camilla e Manuele.

E buonanotte a tutti gli altri “grandi” che si sono addormentati con voi.