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Fantasia di crostata di frutta

Il sabato abbiamo una felice abitudine io e le Blonde sister… prepariamo dolci!

Sono già due fine settimana che ci divertiamo con la crostata di frutta fresca

In questo caso abbiamo usato tutti prodotti Biologici a marchio Conad perché conosciamo la loro provenienza

Verso Natura: una nuova marca che si esprime attraverso quattro linee ispirate da un rapporto sempre più stretto e consapevole con i grandi temi della contemporaneità e della sostenibilità ambientale. Verso Natura, con le sue linee BIO, EQUO, VEG ed ECO, incarna una tendenza sempre più diffusa e indica una direzione fatta di sostenibilità. Le nuove esigenze di tanti consumatori si rispecchiano pienamente nelle nuove linee di prodotti. Benvenuti sulla strada che passando da Conad vi porta a Verso Natura!

Verso Natura per chi è più sensibile al mondo. In Conad fiorisce una nuova sensibilità. Entra nel nostro mondo e scopri la nostra vera natura. E la tua.

Una nuova cultura. Verso Natura è un marchio testimone di una nuova cultura di Conad, ancora più sensibile, più attenta ai nuovi trend di consumo, più consapevole della necessità di soddisfare meglio i bisogni di quanti fanno la spesa. E’ un marchio per rispondere a stili di vita emergenti legati a scelte consapevoli, alla crescente attenzione al benessere e alla salute, alla qualità di ciò che si porta in tavola, al rispetto dell’ambiente e al rispetto dei diritti dei lavoratori.

INGREDIENTI

  • BURRO 77 gr
  • TUORLO D’UOVO 22 gr
  • ZUCCHERO 45 gr
  • FARINA 112 gr
  • VANILLINA 1 bustina
  • ZUCCHERO 100 gr
  • MAIZENA 36 gr
  • LATTE INTERO 120 gr
  • TUORLO D’UOVO 15 gr
  • ACQUA 30 gr
  • VANIGLIA facoltativo – 1 bacca
  • KIWI VERDE 200 gr
  • FRAGOLE 200 gr
  • BANANE 200 gr
  • FORNO / PENNELLO / SAC À POCHE / STAMPO TONDO

PROCEDIMENTO

  • Lavorate velocemente la pasta frolla per biscotti in modo da renderla più malleabile.Imburrate uno stampo per crostate.Stendete la pasta frolla su di un piano infarinato aiutandovi con il mattarello fino a raggiungere lo spessore di mezzo centimetro.
  • Arrotolate il disco di pasta frolla sul mattarello e srotolatelo sopra lo stampo.
  • Fate aderire bene la pasta frolla ai bordi dello stampo e rimuovete la pasta in eccesso passando semplicemente il mattarello sui bordi dello stampo.
  • Bucherellate il fondo del guscio di frolla con i rebbi di una forchetta.
  • Informate il guscio di frolla a 180°C per circa 15 minuti.
  • Sfornate la pasta frolla, fatela freddare leggermente e toglietela dallo stampo.Raccogliete la crema pasticera in una sac à poche e distribuitela sul fondo della crostata.
  • Affettate le verdure e disponetele in modo ordinato sullo strato di crema.
  • Spennellate la frutta con della gelatina neutra. Conservate la crostata in frigorifero fino al momento di servirla in tavola.

Consiglio

  • Posso preparare in anticipo la base per la crostata e la crema pasticcera?Certamente! La base di pasta frolla per crostate è perfetta per essere cotta vuota, o come si dice “in bianco” ed essere farcita successivamente. Conservate il guscio di frolla in un luogo asciutto, l’umidità è nemica della pasta frolla!Ed anche la crema pasticcera può essere preparata in anticipo e conservata in frigorifero per 3-4 giorni.
  • Ma dopo qualche ora la frutta non si ossida diventando nera?Se viene spennellata la gelatina si conserverà bella lucida e colorata come se fosse stata appena tagliata.
  • La crema pasticcera non mi si addensa, cosa faccio?Se sei sicura d’aver utilizzato la quantità giusta di tutti gli ingredienti, allora non ti resterà che armarti di santa pazienza e lasciarla sul fuoco continuando a mescolare fino a che non sarà densa al punto giusto.
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I segreti dell’ impasto di Bonci direttamente da Pizza Hero

E chi non lo conosce? Ormai e’ entrato nelle case e nei cuori di tutti noi!

Gabriele Bonci Romano doc, colui che ha esportato la mitica pizza bianca romana in tutto il mondo! Si perché a Roma la focaccia ha un altro nome e un altro sapore e solo a Roma la puoi mangiare!

La PIZZA BIANCA e’ pura poesia e chi non l’ha mai mangiata non può capire… non e’ una semplice focaccia e’ pizza! E’ quella che aspetti le prime due ore a scuola quando al suono della campanella corri per andare a prenderla, calda, al panificio sotto di sotto; e’ quella dove la mortadella trova degna sepoltura, non per niente si dice:” e’ la morte sua”; e’ quella di un break con le amiche in centro ma soprattutto quella che ti accompagna fin dai primi denti da neonata perché la pizza bianca e’ sempre in omaggio per i più piccoli dal fornaio!!!

Quanti ricordi la pizza bianca rievoca.

Ma la poesia ad un certo punto si e’ trasformata in Poema, quando Gabriele Bonci appena ragazzo a Roma apre un piccolissimo locale senza sedie e tavoli vicino al Vaticano e con la benedizione del Papa (quella a Roma c’è sta sempre bene!) comincia a sfornare pizze uniche belle da vedere e buone da mangiare.

Il suo segreto? L’impasto, ma soprattutto gli ingredienti. Con un tocco di fantasia trasforma la Cenerentola delle pizze, quella a taglio, in Imperatrice sorpassando la regina che per secoli ha imperato. Mette tutta la sua passione nella ricerca delle materie prime e negli abbinamenti e così accade il miracolo. Nasce la “pizza di Bonci” universalmente riconosciuta, solo chi come me ha avuto il privilegio di mangiarla può saperlo.

Il suo cuore e’ la sua dedizione e’ presente in ogni singolo taglio, in modo quasi maniacale le preparazioni vengono messe sopra la pizza e a volte portano via più tempo dell’impasto per essere preparate, ma la magia si percepisce ad ogni morso.

E’ un esperienza per tutti i 5 sensi mangiare la sua pizza assaporare i pregiati elementi che lui sapientemente miscela… io gli darei direttamente 5 stelle Michelin.

Il suo amore per gli elementi lo porta a sperimentare e la sua nuova idea ci piace già moltissimo ma di questo ne parleremo in altra volta.

Per ora voglio salutare La me di un tempo che rincorreva farfalle al laghetto dell’ EUR con un pezzo di pizza bianca in mano, ed augurarmi presto di poterlo rifare.

PS: Gabriele Bonci e i suoi fanno delivery a Roma chi è interessato può guardare il suo profilo social e assaporarla sempre!!!!

Io, per tutti gli altri intanto oggi ho sbirciato un po’ e ho trovato la sua ricetta segreta :

Scopriamo i segreti del suo impasto.

Ingredienti  per 4 persone:

• 800 g di farina 0 o 1

• 200 g di farina di farro o cereale integrale

• 800 g di acqua

• 20 g di sale

• 5 g di lievito di birra

• 40 g di olio extravergine di oliva

Procedimento:

Si comincia a lavorare la farina aggiungendo l’acqua man mano, segue il lievito. Nel mentre si continua ad impastare verranno aggiunti anche olio e sale.

A questo punto dopo una decina di minuti di riposo vanno effettuate quelle che Bonci definisce “le piegature di rinforzo”, ovvero il ripiegamento su se stesso dell’impasto. Se volete effettuate ancora un riposo di 10 minuti e le piegature.

E’ possibile arrivare fino a 4 rigenerazioni. A questo punto va posta in frigorifero per 24 ore avvolta nella pellicola. Una volta pronta procedete con la stesura e a piacimento con la scelta della guarnizione della pizza.

Buona pizza a tutti!

Photo e ricetta Credits: profilo Facebook Gabriele Bonci

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Brownies cioccolato e noci

Oggi abbiamo fatto una chat l’azione con Sofia la compagna di classe di Penelope che ci ha insegnato a fare i brownies e li voglio aggiungere al nostro ricettario.

INGREDIENTI

• farina 00 150 gr • zucchero 200 gr • cioccolato 200 gr • burro250gr • 2 uova • cacao amaro 40 gr • lievito per dolci 1/2 (mezzo) cucchiaino . • sale 3 gr noci quanto basta

PROCEDIMENTO

Unire in una terrina uova e zucchero con una frusta elettrica montare fino a che il composto non risulta spumoso. Sciogliere il burro e lasciarlo intiepidire, miscelarli al cacao amaro fino a che la miscela non e’ liscia. Unire il composto spumoso di uova e zucchero con il composto burro e cacao amore quando risultano ben amalgamanti aggiungere la farina e il lievito. Mischiare bene dal basso verso l’alto. Aggiungere le noci il cioccolato a pezzetti. Versare il composto in una teglia rettangolare formato A4 informare forno ventilato 180 per 25/30 minuti controllare e sfornare secondo cottura. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato rimasto e decorare a piacere.

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Pesto di rucola e tofu

Le nostre nonne tenevano un meraviglioso libro dove appuntavano tutte le loro ricette segrete. Noi ai tempi moderni ci affidiamo al computer e così abbiamo a disposizione pagine e pagine bianche per archiviare le nostre ricette preferite.

INGREDIENTI

Stasera per noi linguine al pesto di rucola e tofu.

• 150 g rucola fresca. • 100 g di tofu al naturale. • 100 g anacardi. • 75 g di basilico • 1 pizzico di sale. • olio extravergine di oliva q.b.

difficoltà: facile. persone: 4 preparazione: 20 min cottura: 5 min kcal porzione: 410

Il pesto di rucola con tofu è un condimento molto semplice da preparare, una variante del classico pesto preparato senza formaggio grattugiato adatto anche a chi non consuma alimenti di origine animale. ( vegan )

PREPARAZIONE

Tostate gli anacardi per cinque minuti in una padella antiaderente facendo attenzione a non bruciarle poi versatele direttamente all’interno del mixer. Unite il basilico, la rucola e il tofu, aggiungete un goccio di acqua e iniziate a frullare aggiungendo olio di oliva quanto basta per ottenere una consistenza cremosa e omogenea. Insaporite con il sale in base al vostro gusto e utilizzate a piacere. Potete utilizzare questo condimento per preparare un primo piatto di pasta con pesto di rucola vegan oppure per insaporire crostini o tartine. Se preferite, per una variante gustosa, potete preparare il pesto di rucola e noci vegan sostituendo semplicemente gli anacardi con le noci le mandorle o anche con i pinoli.

Fonte: PRIMO CHEF

LIFESTYLE · Senza categoria

La “vita” ai tempi del Coronavirus

In questo momento… prima tutte le storie si iniziavano con c’era una volta… adesso tutto, dalla mail della scuola, al post su Facebook, alla lista della spesa inizia con : “ IN QUESTO MOMENTO”

Mi chiedo: però sarà un momento o il momento diventerà il c’era una volta? Chissa staremo a vedere.

Ma veniamo a noi.

Ripartiamo… in questo momento, se qualcuno di noi vuole avere degli amici o fa amicizia con il gatto del vicino sempre che non è infetto di Coronavirus e sempre che si riesca ad intrufolare notte tempo in casa nostra, oppure per mantenere rapporti sociali si deve rivolgere necessariamente all’online e quindi via giù di videoconferenze e considerando che il pericolo e’ sempre in agguato tua figlia anche mentre tu stai in bagno ti porta la sua migliore amica collegata in videochiamata in visita.

Insomma pressoché una tragedia!

Comunque via con il tango!!! Videoconferenze su zoom per ogni cosa, per la lezione di Italiano, di matematica e salta linea quindi passi direttamente a quella di scienze, poi c’è storia meno male scuola finita! Dopo quelle due chiacchiere su Wathsapp con l’amica non le vuoi fare? Poi a pranzo con nonna su skipe oddio sono le 14,30 parte la videolettura con la maestra, mannaggia ho perso lo Yoga online vabbè mi rifaccio alle 16,30 con lo Zumba! Venerdì muffin con le amiche, Sabato la pizza con Amici su 8×8, Domenica il pranzo in famiglia su zoom poi Skype, Wathsapp, Messenger… E un virtual tour del bagno della zia non lo vuoi fare ?

Le nostre case sono ormai diventate un delirio tecnologico. Io da brava conoscitrice della tecnologia ma fondamentalmente anti-tecnologica, per le mie figlie ho stabilito delle regole.

1) La scuola e’ necessaria di partecipa a tutte le lezioni obbligatorie anche se salta la linea se scappa la maestra o se vola l’asino tutte senza sgarri

2) Quando c’è il sole, dopo la scuola, obbligatorio il giardino con attività ludiche fuori casa. La Vit D e’ indispensabile e non la sintetizza Wathsapp!

3) Le amiche quando viene buio, un quarto d’ora al massimo e senza entrarmi al bagno in videochiamata (già successo)

4) il gatto del vicino non ci serve, se vogliamo il gatto abbiamo il nostro!

5) durante i meeting il microfono di casa mia deve essere mutato!!!!

Grazie a tutti per la visione, ma non so voi ma noi preferiamo, la scuola, le passeggiata al mare, i tramonti, i viaggi, i voli aerei. Ma intanto che stiamo a casa ci accontentiamo di Zoom, Wathsapp, Messenger e 8×8 sperando al più presto di ricominciare a scrivere… “C’ERA UNA VOLTA”.

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Fare la nanna

Quando eravamo piccole ci racconta la mamma che non sempre mantenevamo un sonno prolungato, anzi, io mi svegliavo ogni ora piangendo e la Prisci voleva sempre stare attaccata come una cozza alla tetta!

Fino a 4 anni ha succhiato il latte e notte e di giorno la mamma era a sua disposizione tipo la mucca con il vitello o la pecora con l’agnello… ma questa è Un altra storia!

La mamma è il papà era abbastanza stanchi per le nostre notti in bianco, ma volete sapere una cosa dicono che la nostra infanzia è stata l’esperienza più bella della loro vita e siccome passa così in fretta sono stati felicissimi di averla potuta godere a pieno con ricordi di notti in bianco, pappine e filastrocche!

La mamma si è ricordata di aver letto da qualche parte che i bambini non riescono da soli a dormire perché hanno paura del sonno!

Mi domando “paura del sonno?”

E si! Proprio così! Paura del sonno!

Non comprendendo che poi si risveglieranno e troveranno di nuovo lì la loro mamma ad aspettarli, combattono per non lasciarla addormentandosi poi con la paura si risvegliano e questo provoca una spirale infinita di addormentamenti e risvegli. Venire al mondo e’ faticoso erano polvere di stelle fino a poco tempo prima!

La mamma dice che se coccolati e rassicurati riescono ad andare a sognare più felicemente e che se si sentono sicuri e capiscono che saremo di nuovo tutti lì ad aspettarli prima o poi si addormenteranno felici. Ma ci vuole tempo costanza pazienza e nervi saldi… è una lotta all’ultimo occhio aperto chi l’ha dura la vince!

La mamma dice che qualche canzoncina è un lunghissimo abbraccio li aiuta a raggiungere la fatina del sonno, così dalle braccia coccolose della mamma si ritroveranno direttamente sulla nuvoletta a giocare con le pecorelle.

La mamma dice che a lei è stato molto utile avere il nostro papà vicino che, anche se non si è mai alzato, con il suo russare l’ha tenuta sveglia!

Noi piano piano abbiamo imparato che per dormire basta il bacio della buona notte, una lunghissima sessione di carezze al buio e il suono del nostro fedele carillon che ci accompagna fin da quando eravamo nella pancia della mamma a ricordarci che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni!

Ti vogliamo salutare con i consigli della pedagogista Grazia Honegger Fresco che propone, un metodo dolce di avvicinamento al sonno, basandosi sui ritmi naturali del bambino, sulla sua esigenza di essere consolato, ma anche sull’importanza di dargli dei giusti limiti. Ma soprattutto, secondo la pedagogista, bisogna fargli passare delle belle giornate, “perché una giornata buona predispone a un buon sonno”. 

Ecco 10 consigli della pedagogista:

1 Seguite il ritmo del neonato e abituatelo poco per volta al giusto ritmo sonno/veglia 

Il  ritmo sonno/veglia di un neonato dipende dall’ora in cui nasce. Infatti, se un bambino nasce alla mattina, tenderà a dormire per gran parte della giornata, con piccoli risvegli per succhiare il latte materno.Se invece nasce di notte, il primo riposo durerà fino a mattina e così per i giorni a seguire. 
Nella prima eventualità, quindi, il bimbo avrà bisogno di un tempo più lungo per riuscire a dormire di notte. Per abituarlo al ritmo notte/giorno la mamma  deve fare giorno per giorno piccoli spostamenti  di orario. L’importante è non fare modifiche troppo improvvise che disturbano il piccolo e alla fine sono controproducenti.

2 Fate attenzione che di giorno non sia iperstimolato

Il concetto fondamentale di Grazia Honegger Fresco è che la “la notte riflette molto il giorno”. Un neonato, per essere sereno, ha bisogno di passare del tempo con se stesso, a sperimentarsi e a conoscersi, attraverso giochini ripetitivi come aprire e chiudere la manina. Capita invece di bambini sballottati tutto il giorno, portati da un ambiente all’altro: nido, nonni, casa;  confusi da stimoli eccessivi: troppe parole, continue proposte di gioco da parte di adulti sempre presenti… Questi stimoli in eccesso finiscono per rendere il piccolo agitato e addirittura stressato, tanto che alla sera farà fatica ad addormentarsi.

 3 Create un rituale della nanna sempre uguale

Il bambino è abitudinario e conservatore. Quindi è fondamentale, fin dalla nascita, creare un rituale breve ma rassicurante che accompagni la messa a nanna.
Ad esempio il rituale può iniziare tra le 18 e le 20 con un bagnetto che deve essere piuttosto caldo (38 °C) e prolungato: 15, 20 minuti. Poi indossa il pigiamino, segue una cena leggera. Dopo mangiato niente giochi vivaci e in cameretta i genitori gli possono cantare una canzoncina (a voce bassa) o leggergli un libretto.Una volta spenta la luce, gli si può rimanere accanto in silenzio, con una mano sul corpo e facendogli qualche lieve carezza sulla schiena o sul capo. Devono essere gesti lievi e di breve durata.Si risveglia di notte? Non prendetelo subito in braccio, non accendete la luce né portatelo in soggiorno. Ma ripetete nell’oscurità naturale della casa gli stessi gesti, parlate poco e a bassa voce. Mantenendo abitudini calme, rassicuranti e ferme, il bambino si adeguerà senza soffrire.“La risposta pacata e tranquilla della madre è il miglior balsamo lenitivo e rafforzante. Le neomamme non devono farsi prendere dall’ansia, ma cercare una tranquilla serenità. La ripetitività è il mezzo migliore per dare al piccolo quel quieto conforto che previene ogni timore di abbandono”. Se il rituale necessita dei cambiamenti, è sempre meglio proporli a piccole dosi.

4 Fatelo dormire vicino a voi almeno fino all’anno di età

Si può tenere la culla vicino al letto dalla parte della mamma.Il bambino potrà essere messo in un’altra stanza solo a partire da un anno di età. Tale raccomandazione è stata formulata dall’Accademia Americana di Pediatria per la prevenzione della morte in culla, SIDS. Infatti, alcune ricerche hanno dimostrato che il bambino che dorme con la mamma ha un sonno più superficiale rispetto a quando dorme da solo. E il sonno leggero rende il lattante più pronto a reagire a eventuali problemi, come rigurgito, coperta sulla faccia, ostruzione nasale… Quindi un sonno troppo profondo non sempre è il sonno migliore per il bebè. 

5 Se vi chiama di notte, andate da lui

I risvegli notturni di un bambino devono essere considerati un fatto assolutamente normale, che può durare fino ai cinque anni. In particolare tra l’8° mese e i tre anni il piccolo sviluppa la cosiddetta ansia da separazione. L’istinto naturale del piccolo cerca la vicinanza della madre, anche di notte. Quindi in questo periodo la risposta “sensibile” della madre al pianto del bambino, contribuisce a creare in lui la fiducia verso la mamma. E questo è alla base dello sviluppo del senso di sicurezza interiore e di un attaccamento sicuro. Alcune ricerche hanno dimostrato che i bambini che smettono di chiamare perché i genitori non accorrono (come previsto ad esempio dal metodo Estivill) in realtà non instaurano una buona regolamentazione del sonno, ma “sviluppano una rassegnazione intrisa di sofferenza che costituisce una deviazione dal percorso. Quasi tutti i bambini riprendono a dormire tranquillamente entro il terzo o quinto anno di età

6 Di giorno non tenetelo costretto sulla sdraietta, deve essere libero di muoversi

Come abbiamo già visto, la tranquillità della notte dipende moltissimo da come il bambino trascorre le ore di veglia. Per esempio un bambino che passa tutto il giorno bloccato su una sdraietta o in un seggiolone o in un ovetto, non ha la possibilità di sviluppare le sue esperienze motorie. Un piccolo durante il giorno deve essere lasciato su un piano d’appoggio piuttosto ampio  in modo che possa imparare a spostarsi da solo su un fianco o a strisciare… Mentre gli oggetti costrittivi bloccano il suo sviluppo. Sono mezzi comodi per l’adulto ma non rispondenti alla naturale evoluzione motoria del bambino. Un bambino costretto durante il giorno da questi mezzi impropri diventa stressato e facilmente il suo malessere si traduce in un dormire inquieto.

 7 Lasciatelo giocare da solo

Maria Montessori diceva: ”Le cure sono il compito dell’adulto; il gioco è il lavoro dei bambini”. Questo significa che l’adulto non deve intromettersi nei giochi dei piccoli, perché li impoverisce, sostituendosi a lui con meccanismi mentali diversi che rendono il bambino passivo.
“Se l’adulto agisce di continuo da protagonista nelle situazioni di gioco, il bambino non vive al proprio livello l’esperienza della libera scelta delle proprie azioni, del creare a suo modo. E questo ricade negativamente sulle necessità fisiologiche quotidiane, come sulle sue abilità mentali”. Il gioco, l’esplorazione, il mettersi alla prova, sono tutte attività che contribuiscono a rendere un bambino indipendente e un bambino indipendente riuscirà a gestire bene i suoi ritmi di sonno e veglia. Infatti, se di giorno passa del tempo giocando per conto suo gli sarà più facile di notte stare un po’ da solo nel silenzio.

 8 Non dategli il ciuccio appena piange

Il pianto di un bambino piccolo è acuto ed è predisposto dalla natura per far intervenire i genitori. Però non bisogna mettersi in agitazione o accorrere con un ciuccio per calmarlo. Basta fargli sentire che la mamma e il papà ci sono. Accarezzatelo, tranquillizzatelo con un abbraccio. Non cedete alla voglia di bloccare subito il pianto. Bisogna imparare a tollerare i suoi vagiti e capire di cosa ha davvero bisogno.
Offrire subito il ciuccio, anche in prevenzione del pianto, significa dare una risposta univoca a un malessere che un adulto non è in grado di interpretare.”Con il ciuccio sempre pronto, succhiare diventa l’autoconsolazione predominante e questo fissa il piccolo su un piacere orale molto limitato e ripetitivo che va avanti negli anni con anche effetti negativi sul linguaggio” spiega la pedagogista.
Il ciuccio semplifica la vita ai genitori, ma non è un vantaggio per i piccoli.
Un’altra pratica sbagliata è insegnargli a succhiarsi il dito. Se i un bambino non lo fa spontaneamente non bisogna anticipare un comportamento che non è necessario per forza. 

 9 Per farvi ascoltare siate gentili ma risolutivi

Il bambino ha bisogno di un binario sicuro sul quale procedere. Se un genitore dice sempre sì a ogni richiesta il piccolo si sentirà più potente del genitore e questo sentimento spaventa e fa arrabbiare. Un’altra cosa che rende il bimbo fragile è porlo davanti a scelte continue. Chiedere a un bambino: “ti va di andare a nanna?” significa dare un’immagine di genitore insicuro che rende il bambino a sua volta insicuro. Compito del genitore è decidere per il bene del piccolo. Ma molti hanno paura delle rezioni oppositive o di incorrere in capricci. Come fare per far sì di essere ascoltati? La soluzione: è parlare al piccolo in modo gentile ma risolutivo. Avere modi garbati ma fermi, senza scelte alternative, dà pace al bambino. Se al momento di andare a dormire, si dice tranquillamente “Ora è il momento della nanna” , il bambino percepisce che si tratta della ineluttabilità delle cose che vanno fatte quotidianamente e questo trasmette tranquillità.

 10 Se si sveglia per un brutto sogno alla mattina raccontate che anche voi avete avuto un incubo

Se il piccolo chiama per un brutto sogno è meglio non accendere la luce, ma semplicemente stargli vicino, in silenzio, accarezzandolo e facendogli sentire le vostre mani sul suo corpo…
Al mattino potete raccontare voi di aver fatto un brutto sogno che vi ha spaventato. Il bambino si deve ritrovare indirettamente in questo racconto, senza che nessuno alluda a ciò che ha vissuto. In questo modo il piccolo sente che quello che ha provato succede anche agli altri, perfino ai suoi genitori. 

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Cenetta di Halloween, zucche, fantasmi e ragnetti

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Ci stiamo preparando per la festa di Halloween????

Volevamo presentarvi il nostro menu’ magari qualcuno vuole prenderne spunto!!!

Buon appetito !!!!

ANTIPASTI

• Il nostro primo antipasto sono i wurstel mummia: tanto scenografici, quanto semplici da realizzare! Per 4 persone, procuratevi 4 wurstel, un rotolo di pasta sfoglia rettangolare e del tuorlo d’uovo per spennellare. Tagliate la pasta in striscioline sottilissime e usatele per avvolgervi le salsicce. Spennellate con del tuorlo d’uovo e infornate a 180°C per una decina di minuti.

• La seconda idea è un piatto freddo: gli occhi di caprese.

• Per la terza idea, invece, seguendo la nostra ricetta, realizzate delle mini torte salate alla zucca alle quali dovrete apportare alcune piccole modifiche. Preparate il ripieno e la sfoglie, poi componete così i pirottini monoporzione: un dischetto di sfoglia, il ripieno, e un altro disco di sfoglia. Con delle stricioline di pasta, realizzate anche le zampine del ragno (come in foto), spennellate con il tuorlo dell’uovo e infornate per 15 minuti a 180°C. Se notate che in cottura rischiano di bruciare, copritele con della carta di alluminio.

• La quarta e ultima delle ricette salate per Halloween che vi proponiamo per l’antipasto sono le classiche uova ripiene. A questa ricetta tradizionale delle grandi occasioni dovrete aggiungete delle olive nere, che taglierete in modo sapiente affinché assomiglino a dei ragnetti (come in foto!).

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PRIMO PIATTO 

Le zucche di riso sono bellissime: simpatiche – ma anche buone – e piaceranno a grandi e piccini. In più, è un primo piatto sano: non è altro se non un risotto alla zucca! Gli ingredienti necessari sono:

400 g di riso per risotti                                                                                                                         1 cucchiaio di scalogno tritato                                                                                                          250 g di zucca Parmigiano Reggiano grattugiato                                                                            15 g di burro                                                                                                                                      brodo vegetale q.b.                                                                                                                             olio extravergine di oliva q.b.                                                                                                          sale q.b.                                                                                                                                                olive nere snocciolate q.b.                                                                                                                per decorare                                                                                                                                          1 costa di sedano

Iniziate a far bollire la zucca a cubetti in acqua salata per 20 minuti e poi scolatela e frullatela. Intanto, fate rosolare lo scalogno in padella con un filo d’olio di oliva, aggiungete il riso e la polpa di zucca e fate cuocere per 25 minuti aggiungendo il brodo caldo. Mantecate con il burro e il Parmigiano e aggiustate di sale prima di lasciar intiepidire. Deve venire un po’ colloso. Con le mani, poi, realizzate delle palline: schiacciatele leggermente, fate le scanalature con un bastoncino e decorate con sedano e olive nere.

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SECONDI PIATTI

• Per le polpette mostruose, la ricetta base è quella delle polpette di carne. Per quattro persone, procuratevi: 150 g di macinato di manzo 150 g di macinato di suino 4 fette di mortadella 1 fetta di pane in cassetta 1 uovo 1/2 cipolla bianca 80 g formaggio grattugiato sale e pepe q.b. prezzemolo q.b. farina q.b. latte q.b.

In una terrina, ponete la cane macinata, l’uovo, la cipolla tritata, una fetta di pane ammollata nel latte (e strizzata), il formaggio grattugiato, mortadella tritata, il prezzemolo e sale e pepe. Realizzate con le mani delle palline di media dimensione e fatele cuocere in forno a 180°C per 30/40 minuti. Una volta cotte, potremmo trasformarle in piccoli mostriciattoli (come in foto):

• Per dei ragnetti, realizzate gambine e occhietti infilzando la polpetta con delle verdure crude come cetrioli o peperoni. Per gli occhietti usate dei semi di girasole oppure delle palline di pane.

• Per dare l’impressione che siano degli occhi, cospargete le polpette di sugo e poi create la pupilla con un mezzo uovo di quaglia sodo e una rondella di oliva nera.

• Infine, per dei topolini, date all’impasto la forma di una goccia (prima della cottura) e poi completate con due pezzetti di rondella di carota per le orecchie e uno stuzzicadenti per la coda.

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DOLCI

Per quanto riguarda i dolcetti di Halloween, invece, potete sbizzarrirvi: noi vi proponiamo alcune ricette carinissime.

• Iniziamo con dei classici cupcake al cioccolato e mascarpone. La ricetta, ancora un volta, è quella classica ma potrete poi sbizzarrirvi con le decorazioni per dare vita a fantasmini, mostri e lapidi. Nei negozi di cake design, online o nei supermercati più forniti troverete tutto ciò che vi serve!

• Questo simpatico dolce al cucchiaio per Halloween, invece, non è altro se non un budino alla zucca con crumble al cacao.

• Lo stesso discorso vale per le meringhe fantasmini: una ricetta di Halloween che i vostri bambini piacerà da impazzire!

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BISCOTTI

Infine, come dimenticare qualche idea per dei biscotti?

• biscotti alla zucca classici (per rimanere in tema).                                                                Poi, potete scegliere se realizzare, in cima, un ragnetto: usate un cioccolatino per il corpo e della crema al cioccolato per le zampette; oppure potete farcirne due – sempre con della crema al cioccolato – e, con dei pezzetti i marshmallow, renderli dei mostriciattoli. Oppure ancora, se avete dimestichezza con il sac-à-poche, potete ricoprirli con una glassa di zucchero.

•  Le dita della strega, una delle più classiche ricette dolci di Halloween! Per circa 20 biscotti vi occorrono:                                                                                                                          150 g burro                                                                                                                                        100 g zucchero                                                                                                                                       2 tuorli 250g farina                                                                                                                               00 mandorle q.b.                                                                                                                                In una ciotola capiente, ponete la farina, lo zucchero, il burro a tocchetti e i due tuorli. Impastate con le mani, senza però scaldare troppo l’impasto. Fate una palla e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti.

• Con l’impasto fate poi dei salamini da 5 centimetri (più o meno come un dito); con un coltello, fate le scanalature delle dita e applicate la mandorla in cima (che sarà l’unghia). Infornate a 180°C per 15/20 minuti.

Non vi resta che mangiare e GODERVI la festa

KIDS · Senza categoria

4 ragioni per crescere bambino bilingue

Quest’ anno in 3 elementare ho iniziato la mia avventura in una scuola inglese, i miei genitori hanno pensato che diventare bilingue mi sara’ utilissimo per il mio futuro.

Sono sempre andata benissimo a scuola e per me non è stato affatto un problema inserirmi in questa nuova realtà. Dopo 6 mesi di scuola capisco tutto e comincio a formulare le prime frasi sono felicissima e confermo che i miei genitori hanno fatto al scelta giusta.

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Essere di madrelingua inglese permette di parlare la lingua di 400 milioni di persone.

Se avete studiato lo spagnolo, che è la seconda lingua più parlata al mondo, potete aggiungere altri 500 milioni di persone.

È uno dei vantaggi del bilinguismo: poter parlare al 12,5 % della popolazione, fantastico vero?

Quando imparate una lingua straniera, non è solo una questione di grammatica o di vocabolario ma ben la scoperta di un nuovo mondo, di culture diverse.

Tutti noi Imparare e usare due lingue vi permette di costruire una vita sociale ricca d’incontri e di opportunità, sia al livello personale che professionale.

Potete infatti entrare facilmente in contatto con persone di origine diverse, e questo non tutti ne hanno la possibilità!

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Ecco quattro validi motivi per imparare una lingua straniera:

  • 1. Il bilinguismo offre maggiori opportunità di carriera Avrete l’opportunità di lavorare in un’azienda internazionale? Potrete viaggiare e lavorare allo stesso tempo? Beh, potrete farlo se sarete capaci di parlare due o più lingue. Oltre alla vostra specializzazione, parlare più lingue offre molte opportunità di lavoro. I datori non perderanno tempo a formare un dipendente se hanno già nell’azienda la persona che parla le lingue richieste. E se saprete parlare più lingue, indovinate chi sarà scelto per i viaggi d’affari? Imparare la lingua, significa candidarsi per il posto, viaggiare e cogliere l’opportunità! estero, lingua straniera, viaggio, viaggiare, lavorare, carriera, futuro, impiego, bilinguismo
  • 2. Siete l’amico di tutti Imparare una lingua straniera significa che avrete per forza bisogno di parlarla. E siccome i vostri amici non saranno capaci d’intrattenere una conversazione con voi, dovrete incontrare delle persone che parlino la vostra nuova lingua. Ciò vi “obbliga” a farvi nuovi amici ed entrare in contatto con persone nel mondo intero. Rimanere in contatto con persone nel mondo può aiutarvi a capire a che punto il nostro pianeta sia grande e diverso. Inoltre, potrete aggiungere al vostro CV una nuova consapevolezza globale. estero, lingua straniera, viaggio, viaggiare, lavorare, carriera, futuro, impiego, bilinguismo Sapere anche che avete degli amici nel mondo intero può convincervi a viaggiare di più.
  • 3. Viaggiare è fantastico Alla luce del punto precedente, chi dice amici nel mondo dice anche viaggiare per andare a trovarli. Viaggiare non significa soltanto andare in giro ed uscire in posti diversi, ma anche conoscere culture diverse e incontrare persone nuove. Certo, potete andare a vedere il Taj Mahal in India o Cristo Redentor in Brasile, ma non sarebbe fantastico poterci lavorare come guida turistica? Sì, lavorare e viaggiare è una bellissima opportunità e dovete per questo conoscere la lingua straniera del paese nel quale state andando. estero, lingua straniera, viaggio, viaggiare, lavorare, carriera, futuro, impiego, bilinguismo
  • 4. Memoria di ferro e cervello sano La scienza dice che le persone che parlano una lingua diversa della loro lingua madre hanno la capacità di pensare in quella lingua. Quando cambiate lingua è un po’ come stesse cambiando personalità. Per alcune persone è po’ più difficile da fare e serve un certo tempo per abituarsi, ma vi accorgerete presto che cambiare lingua può aiutarvi a pensare più velocemente. Può sembrare inquietante, ma io ci credo. La parte più difficile sta nel dover parlare due o più lingue quasi contemporaneamente. Gli interpreti devono poterlo fare senza confondere le parole. Scommetto che all’inizio anche loro si sono sbagliati, ma esercitandosi si riesce piano piano a fare delle connessioni più velocemente e non solo con le lingue straniere, anche con altri aspetti. E voi cosa ne pensate? Quali sono i vantaggi a parlare una lingua straniera? I vostri commenti sono i benvenuti 🙂 E per la vostra (futura) carriera all’estero, non esitate a imparare una o più lingue straniere… non è mai troppo tardi
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Sono felicissima della scelta fatta da mamma e papà adoro la mia nuova scuola le attività che facciamo sono all’avanguardia e il tempo passato ad imparare e’ sempre buon tempo

A presto

Penelope

Foto: mamma

Model: Penelope

Brand: le tabuline metodo innovativo e divertente per imparare le tabelline tanto perché la matematica e’ basilare

LIFESTYLE · Senza categoria

SPA la cura del corpo dei bambini

Prisci che ne pensi di farci una SPA con i prodotti per la cura del corpo I PROVENZALI bio

 

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Il giorno della festa della donna il nostro papa’ ci ha voluto regalare una super giornata alla SPA. Cosi con la mamma e Prisci e ovviamente il nostro papino  siamo andate in una piscina termale.

Niente di più rilassante. La Prisci a volte a dei problemi di dermatite come capita spesso a molti bambini e la mamma la cura con i bagni termali. Ovviamente non tutte le acque sono adatte ai bambini bisogna sempre chiedere le indicazioni terapeutiche alla receptionist che saprà darvi i tempi del bagno e di riposo.

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Le cure termali sono in voga fin dai tempi dei romani, quando anche gli Imperatori si riunivano alla “Thermae” per prendere decisioni strategiche e rilassarsi prima e dopo le battaglie. Nei secoli Re e Regine e anche semplici persone hanno riscontrato benefici utilizzando le terme per santificare il proprio corpo e ritrovare il benessere.

Esistono stazioni termali per tutto: per la cura della pelle, osteoporosi, vie respiratorie, vie urinarie, per il fegato per i reni. Negli anni 70/80 era buona usanza fare almeno una settimana l’anno di cure termali per rinvigorire il corpo, usanza che ha permesso a località quali Chianciano terme di fiorire. Oggi e’ un abitudine persa ma che bisognerebbe per la salute di tutti riprendere.

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Dopo le terme normalmente consigliano per avere tutti i benefici dell’acqua di non farsi una doccia aggressiva per cui la mamma usa sempre i Provenzali bio

La Linea Bimbi Biologica I Provenzali dedica i suoi meravigliosi prodotti a chi come noi cerca cosmetici naturali per la salute dei propri figli e dell’ambiente in cui viviamo. tutti rigorosamente Made in Italy, di altissima qualità e con ingredienti naturali e biologici, realizzati nel pieno rispetto della natura e senza test sugli animali. Un vero e proprio ritorno alla natura con cosmetici controllati, garantiti e certificati da CCPB che garantiscono protezione e sicurezza per te e il tuo tesoro, sempre!

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Quindi andate anche voi a trovare il vostro relax alle terme più vicine a casa vostra ma non dimenticate i Provenzali mi ha detto mama che hanno tantissimi prodotti anche per grandi

Un saluto

Penelope

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FASHION · Senza categoria

A Natale come mi vesto ????

   Ma a Natale metto il Rosso o i lustrini ?


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Oggi pomeriggio la mamma ha sfoderato tutte le super opzioni che ho per questo Natale. La Pepe e’ a Scuola e io mi sono divertita ad abbinare calze vestiti e cerchietti per trovare il mio look perfetto per la notte di Natale, il 25 Dicembre e Capodanno.

IMG_6359.JPG Ho osservato molto a fondo la qualità’ e la bellezza dei vestiti che la mamma mi ha proposto e alla fine …. NON SONO RIUSCITA A DECIDERE !!!

Il vestito che ha attirato subito la mia attenzione e’ stato un abitino rosso con la gonna a ruota svasata di tafta’ rosso di FUN&FUN. E’ molto affascinante classico e rispecchia le mie aspettative per il giorno do Natale lo abbinerei con delle bellissime ballerine, ma il rosso anche per ballare a Capodanno e’ perfetto quindi resto in dubbio.

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Pero’ poi la mia attenzione e’ caduta su uno stupendo abitino di stoffa decorata di ELSY. Elegante e chic… issino le decorazione della stoffa e la fattura ne fanno un capo da grandi occasioni e cerimonie quindi potrebbe essere perfetto per il pranzo di Natale, e su questo sono quasi quasi convinta. Il nostro pranzo di Natale si presta ad un abito cosi la mamma e il papa’ stanno decidendo un menu speciale

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Ma il vestito che ha brilluccicato di più e’ un vestitino di paillettes di BOBOLI e’ luccicoso pieno di lustrini ideale per una super festa di Capodanno! Abbiamo abbinato un cerchietto con le orecchie da renna e delle calze brillanti in oro. Adoro i brilluccichini e non potrei mai farne a meno

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Per ogni vestito ho scelto un cerchietto della linea PEPILLA in coordinato e sono FELICISSIMA



Per fortuna che inviti e avvenimenti durante queste feste non mancheranno cosi potrò indossare tutti questi splendidi vestiti!!!

Seguiteci su Instagram vi faro’ vedere cosa ho scelto !!!!

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